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cheremone’s 2016 top 40 – 3

1 gennaio 2017

(la parti precedenti: 1 e 2)

20 / Christine & The QueensTilted: praticamente tutto di questa fanciulla francese è affascinante, dal suo nome d’arte (che viene da un collettivo di drag londinesi) al successo che ha cominciato ad avere, malgrado sia tutto tranne che ‘accessibile’:

19 / Disturbed; The sound of silence: la canzone è quella di Simon & Garfunkel, già abbastanza inquietante di suo. Poi l’hanno rifatta i Disturbed (credo che siano ‘nu metal’) ed lo è diventata ancora di più, inquietante:

18 / Lady GagaMillion reasons: Non possiamo nasconderci che gli ultimi anni per Lady Gaga siano stati complicati, considerato che la tiepida reazione ad Art Pop l’ha portata a fare un disco di standards con il quasi novantenne Tony BennettJoanne non è stato, purtroppo, il capolavoro tecnopop in cui speravamo ma questa Million reasons, cugina di secondo grado della classica You and I, è una delle cose più belle mai scritte – e siamo sempre little monsters, eh:

17 / Matt Simons; Catch & Release: un po’ come Are you with me dei Lost Frequencies, è stato un remix a fare di questa canzone un successo in tutta Europa e l’ennesima conferma o del fatto che da un paio d’anni tutte le canzoni paiano uguali o che io stia invecchiando…

16 / DNCECake by the ocean: l’anno scorso avevamo in classifica Nick Jonas, quest’anno tocca a Joe Jonas. Non giurerei che il 2017 possa essere l’anno di Kevin Jonas, comunque.

15 / LPLost on you: Laura Pergolizzi (LP!) ha scritto canzoni per altri (tipo CherRihanna, eh), pur coltivando a latere una personale carriera che non andava da nessuna parte. Fino al gigantesco successo di questa canzone, direi.

14 / Alvaro SolerSofia: inevitabile:

13 / Rae Sremmurd ft. Gucci Mane; Black beatles: fenomeno mediatico dell’anno (ed apoteosi del post moderno) il mannequin challenge ha come colonna sonora questa canzone, anche se il video definitivo ne è privo.

12 / ZaynBorderz: disco e libro meritano.

11 / PrinceMoney don’t matter 2 niteannus horribilis il 2016, in cui ci hanno lasciato, per dire, Leonard Cohen, Pete Burns, David Bowie e Prince, proprio nelle settimane in cui avevi iniziato a ripercorrerne la stupefacente carriera (sono fermo a Parade, perché il pacchetto di amazon sarò finito tipo nel Congo Belga), nella quale questa canzone per me continua ad occupare un posto speciale:

Just when U think U’ve got more than enough
That’s when it all up and flies away
That’s when U find out that U’re better off
Makin’ sure your soul’s alright

(continua… )

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