Skip to content

maturità 2015 – 1

17 giugno 2015

Sono un po’ di anni che la prova di italiano non è particolarmente intrigante (qui l’anno scorso) ed anche quest’anno non è che siano venute fuori cose entusiasmanti; anyway, le tracce stanno qui.

L’analisi del testo propone una pagina de Il sentiero dei nidi di ragno di Italo Calvino, che fa un sacco seconda media e che ha comunque dei momenti intensi (E a Pin non resta che rifugiarsi nel mondo dei grandi, dei grandi che pure gli voltano la schiena, dei grandi che pure sono incomprensibili e distanti per lui come per gli altri ragazzi, ma che sono più facili da prendere in giro, con quella voglia delle donne e quella paura dei carabinieri, finché non si stancano e cominciano a scapaccionarlo). Come di consueto, viene chiesto un riassunto e poi un’analisi del testo, che va dal banale (si chiede una riflessione sul tema esistenziale della difficoltà di collocarsi nel mondo) al tecnico (la consueta caccia alle figure retoriche, la richiesta di spiegare “la nebbia di solitudine che gli si condensa nel petto”). Siccome poi è un bildungroman, si chiede di parlare del bildungroman. Vabbé.

Il da me vituperato “saggio breve” proponeva, come consueto, quattro tracce: una di ambito artistico-letterario (La letteratura come esperienza di vita) che presentava un paio di quadri (riguardo alla querelle dell’errore per cui il quadro chiamato La lettrice in abito viola presenta in realtà una donna con l’abito blu è secondo me un richiamo postmoderno alla cosa del vestito di qualche mese fa), un brano del mio mito Todorov ed i versi di Inferno V in cui smettono di leggere per fare altro; non mi è chiaro cosa volesse da noi la traccia socio-economica (ma citava Non per profitto), mentre mi è parsa carina quella storico-politica sul Mediterraneo (ma mancava la mia citazione di riferimento: il mare ispira ai borghesi pensieri profondi, che scopro finalmente parer essere di Flaubert); quello tecnico-scientifico (che è sempre su internet, parrebbe) aveva curiosamente solo due testi, di cu uno lamentava la “mancanza di campo” (so 1993) e la definiva “isolamento ontologico”. Giuro.

Il tema storico proponeva una lettera dal carcere di un partigiano (poi fucilato alle Fosse Ardeatine), testo intrigante perché legge in continuità il Risorgimento e la Resistenza o, meglio, il fallimento del Risorgimento nel costruire un’idea di Patria, per cui, anche dopo il Fascismo, resterà solo un “amore doloroso per una patria caduta e schiava”. Molto bello ma saranno successe due cose: a) non l’avrà fatto nessuno o b) non l’avrà capito nessuno ed i ggiovani avranno parlato della resistenza tout court.

Non brutto, infine, il tema di ordine generale (noto refugium peccatorum), sul diritto all’istruzione per i bambini e le bambine, a partire da una frase di Malala Yousafzai, la cui storia non è ancora finita.

(a domani, con latino, che ci si diverte di più!)

Annunci
4 commenti leave one →
  1. Giulia Zammataro permalink
    18 giugno 2015 10:38 AM

    È sempre un piacere leggere i suoi commenti Prof!

    Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: