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maturità 2014 – 1

24 giugno 2014

Con colpevole ritardo – ma, a differenza dell’anno scorso, non sono in commissione, per cui non avevo grande urgenza di ragionarci sopra – , è opportuno dedicare qualche riflessione alle tracce di italiano, che in questi giorni (causa pallone, credo) hanno avuto meno spazio del solito sui giornali.

Come analisi del testo si presentava un Quasimodo minore ed un filino insulso (le sue cose migliori sono i Lirici greci, suvvia), nel quale le cose più difficili saranno state la pietà della sera (che secondo me è la pietas latina, visto che prima si evoca una chiesa) ed il forza del v. 14 che è un verbo, mica un nome. Per il resto, non è piaciuta anche a chi ne capisce di più.

Per quanto riguarda il saggio breve, quello sul dono mi è parso delirante, stimolante quello su le nuove responsabilità (ma i ggiovani hanno idea di cosa siano le paure maltusiane di cui parla la pagina di Amartya Sen?), bello ma a rischio banalità quello su violenza/non violenza come paradigma in cui leggere il Novecento e curioso quello sulla tecnologia pervasiva (facilmente riducibile a ‘tema su Facebook‘).

Il tema storico, come di consueto, sarebbe una tesi di dottorato, visto che non mi è chiaro come in sei ore si possano presentare le differenze tra l’Europa del 1914 e quella del 2014

Il tema di ordine generale chiedeva di commentare un periodo di Renzo Piano sulle periferie intese come ‘grande scommessa urbana’ e mi sa che in pochi l’avranno capito.

Nell’insieme, bleah

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