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the walking z

6 dicembre 2014

81V3lK1NsPL._SY679_Considerate un paio di cose (il fatto che l’idea di ‘zombie’ non è coperta dal diritto d’autore ed il gigantesco successo di The walking dead ma anche l’intrigante In the flesh), non c’è da stupirsi dell’esistenza di Z Nation (qui la prima stagione).

Mentre The walking dead, malgrado le concessioni al sanguinolento ed al macabro, vuole essere una profonda riflessione sull’umanità e sulla civiltà occidentale, colte nel momento del loro collasso, Z Nation non si pone particolari obiettivi narrativi, se non quello di intrattenere e divertire, con decine di zombie impegnati in varie situazioni, quasi fossero dei modelli di Barbie: zombi radioattivi, zombi sotto psicofarmaci, zombi in un tornado e simili.

La storia è ambientata tre anni dopo l’inizio di una zombesca apocalisse e vede un variegato gruppo di superstiti impegnati a portare da New York alla California un carcerato cui è stato inniettato un vaccino sperimentale che lo rende immune al morso degli zombi ma che nel contempo lo allontana gradualmente dall’essere ‘umano’, il tutto condito con massacri e momenti decisamente pop (zombie che si fanno le canne, per dire), senza particolare pathos e pregnanza.

In pratica, è il corrispondente televisivo di un libro di Baricco.

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3 commenti leave one →
  1. 2 settembre 2015 7:58 PM

    Premesso che sono affascinato dalle atmosfere di Walking Dead, con questo confronto con gli zombie divenuto pura quotidianità, “Z Nation” si pone a metà strada tra questa serie e i più classici horror, grazie a zombie più “veloci e cattivi”. Dunque, come giustamente scrivi, privilegia la spettacolarità rispetto alla costruzione dei rapporti tra i personaggi in un ambiente degradato, che è la vera forza di Walking Dead.
    Quello che non capisco è il raffronto con Baricco, uno dei migliori autori italiani viventi. Forse ti riferisce al suo “I barbari” in cui, giustamente, spiega come la cultura contemporanea sia una cultura di superficie e non di profondità, concetto non negativo, in quanto una cosa può essere grande anche se solo su due dimensioni. La questione andrebbe approfondita, ma in relazione al telefilm, si può dire che “baricchiano” nel senso che approfondisce meno le psicologie. La superficialità per Baricco, però dovrebbe essere anche creare una rete di relazioni e mi sfugge come questo sia realizzato da Z Nation. Forse pensi al fatto che mescola più generi apocalittici: tornado, virus, cannibali, ecc.

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  2. 2 settembre 2015 8:09 PM

    Mi pareva, banalmente che Baricco, che personalmente non mi piace (l’ho seguito fino a City, poi ho smesso), fosse ugualmente ‘pop’ nella commistione di generi. Grazie comunque per le dotte osservazioni ;-)!

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Trackbacks

  1. the walking zz | cheremone

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