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deve tornare baffone

4 luglio 2011

Pare che sia stato intorno alla pubblicazione di The game (1980) il momento in cui Freddie Mercury cominciò ad avere i baffi, che sarebbero poi diventati caratteristici della sua immagine per tutto il decennio, fino, mi pare, a The miracle (1989). L’ottavo album dei Queen presentava comunque altre novità, tipo l’uso di un sintetizzatore (!) e cose come Another one bites the dust, una svolta che turbò non poco i puristi dell’epoca. E’ inoltre l’album di Save me e di Crazy little thing called love, canzone a metà tra il geniale ed il ridicolo – parti dalle cui gira Don’t try suicide (“non provare a suicidarti, non gliene frega niente a nessuno”). La nuova edizione del disco offre cinque rarità, tra cui una primissima versione di It’s a beautiful day, che sarebbe poi riapparsa quindici anni dopo nel postumo Made in heaven.

4 commenti leave one →
  1. vica permalink
    4 luglio 2011 8:39 PM

    e come non amarli…

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Trackbacks

  1. lampi di genio « cheremone
  2. icone « cheremone
  3. una canzone a caso – 59 | cheremone

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