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erbe e fasci

20 ottobre 2019

9788817093279_0_0_562_75C’era un tempo in cui le ‘polemiche’ intorno a Jovanotti non ruotavano su spiagge devastate e disastri ambientati ma su versi come “la giornalista-scrittrice che ama la guerra / perché le ricorda quand’era giovane e bella” (da Salvami, 2002), che secondo i più si riferivano ad Oriana Fallaci.

Da sempre celebrata come giornalista, narratrice (Un uomo resta un capolavoro) ed icona di liberazione femminile, dopo la pubblicazione de La rabbia e l’orgoglio, scritto di getto dopo l’11/9 del 2001, Oriana Fallaci ha finito (amo pensare nolente) col diventare icona destrorsa (con tanto di omaggi da parte, chessò, di Magdi Cristiano Allam o di Maria Giovanna Maglie), piena di rancore e rabbia nei confronti di un contenitore che potremmo chiamare ‘islam’ o anche semplicemente ‘modernità’, nel quale gettava rancorosamente tutto quello che non le andava bene (spoiler: parecchie cose).

Strana parabola, che solo in parte si spiega leggendo Le radici dell’odio (Rizzoli, 2015) che l’editore ha voluto – poco correttamente, va detto – presentare come la sua “verità sull’Islam“.

La scelta di Rizzoli è davvero fuorviante, perché qui si raccolgono articoli che partono dagli anni ’60 (quando la Fallaci celebrava il laicismo turco ed il processo di ammodernamento di paesi come il Marocco), passano per pagine limpidissime sul conflitto israelo-palestinese, in cui la tematica religiosa pare assente (alla domanda “crede in Dio?Sharon risponde  con un “non sono religioso” e la risposta alla stessa domanda da parte di una terrorista palestinese è “io credo nel socialismo scientifico, basato sulle teorie marxiste-leniniste che ho studiato con cura“) ed arrivano alle cronache della Guerra del Golfo del 1991, dedicando solo l’ultima parte agli scritti degli ultimi anni, in cui davvero domina l’astio e la rabbia, priva di ogni ragione (ad un certo punto si lamenta che Ciampi non l’abbia richiamata, per dire) e tronfia di narcisismo.

Ma fino a p. 389 merita, anche quando si può non essere d’accordo con lei.

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