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la letteratura del nostro secolo non è che un infinito romanzo breve

17 ottobre 2015

tolstojracconti1Ai curatori dell’edizione mondadoriana di Tutti i racconti di Tolstoj (qui il primo volume) non sfugge che sia arduo distinguere fra “novelle”, “racconti lunghi”, “romanzi brevi” e simili, per cui hanno brutalmente deciso che sono “racconti” le opere narrative d’ampiezza inferiore al centinaio di pagine, colla conseguenza che per poco non entrano nell’antologia cose come La sonata a Kreutzer e toccherà farsene una ragione.

Quello che resta, anche se non sono le sue pagine più famose, è certamente degno di interesse; si spazia infatti dai racconti di guerra (si parla continuamente di un assedio di Sebastopoli, che sospetto giuochi un ruolo di qualche peso nella storia russa dell’800) a quelli sulla nobiltà decaduta (in letteratura la nobiltà è sempre decadente, noterei), da intensi racconti sulla servitù della gleba (in La mattinata di un proprietario terriero un principe 19enne decide di abbandonare gli studi e di occuparsi dei terreni della famiglia ma non riesce a raggiungere “la pienezza di soddisfazione morale” che si proponeva) a solo abbozzate battute di caccia coi cani, per concludersi poi con i libri di lettura per la scuola elementare, scritti colla moglie e caratterizzati da un certo cinismo che meriterebbe ampie riflessioni.

Ci sono poi, e rendono l’edizione pregiata già di loro, tre paginette su come funziona l’onomastica russa, da cui si scopre che pochissimi erano talmente intimi con l’autore da chiamare Tolstoj solo Lev, visto che le persone in confidenza usavano di solito il sintagma nome + patronimico (Lev Nikolaevic), mentre se erano proprio intimi si poteva contrarre il patronimico e chiamarlo Lev Nikolaic ma non andava mai usato il solo patronimico (Nikolaevic), attestato unicamente nei ceti inferiori.

Poi uno si chiede perché abbiano fatto una rivoluzione…

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3 commenti leave one →
  1. 19 ottobre 2015 2:39 PM

    Verrebbe da dire che cento pagine sono poca cosa di fronte ad un volume di 800, ma è anche antipatico misurare in maniera così fredda.

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    • 19 ottobre 2015 3:28 PM

      Hai ragione! Ma ti posso assicurare che ora affronto molto più serenamente la letteratura russa ;-)!

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Trackbacks

  1. la Russia è scema | cheremone

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