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una canzone a caso – 435

18 settembre 2017

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Tracy ChapmanBaby can I hold you

Terzo estratto dal suo straordinario debutto (Tracy Chapman, 1988), la canzone resta un classico:

Non ha però avuto vita facile, dovendo sopravvivere ad esempio alla cover da parte dei Boyzone, in cui Ronan Keating pare davvero avere una giacca di serpente:

E soprattutto è riuscita a sopravvivere al rituale duetto con Pavarotti:

 

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certain petty, bourgeois concerns

17 settembre 2017

The_Americans_S5_DVDNella sua vicenda narrativa The Americans si è sempre mosso su due binari, quello della spy story classica e quello, più complesso, delle conseguenze psicologiche della doppia vita da loro condotta sui personaggi della serie, prestando ora più attenzione ad un arco narrativo ora all’altro.

La quinta stagione (ne è stata già annunciata una sesta, e conclusiva, stagione per il 2018) procede con una certa lentezza, anche se non mancano sviluppi interessanti per la guerra fredda (c’è una joint venture tra il KGB ed il Vietnam, con l’introduzione dell’inquietante Tuan, uno psicopatico in fieri), concentrandosi sul vissuto interiore dei personaggi (Phillip, Elizabeth e Paige in primis), spesso ad un passo dal tracollo completo.

Una delle serie migliori degli ultimi anni, senza ombra di dubbio. In attesa di un grande finale…

#fearTWD – 3.9-10

16 settembre 2017

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(bromance in arms)

Dopo la pausa estiva è ripresa la terza stagione di Fear the walking dead che si concluderà a metà ottobre per lasciare posto alla nuova stagione della serie madre.

All’inizio c’è una pacifica convivenza fra quelli della fattoria e gli indiani, ma ci vuole relativamente poco perché Troy dia completamente fuori di testa e finisca col farsi esiliare, malgrado la crescente tensione omoerotica (o bromance spinta) con Nick, che intanto riesce ad avere i capelli puliti per due episodi di seguito.

Nel frattempo l’universo di The walking dead affronta finalmente la questione dell’approvvigionamento idrico, cosa che porta MadisonWalker ad un mercato di periferia che fa molto Mad Max – Oltre la sfera del tuono e ad incontrare un vecchio amico…

una canzone a caso – 434

16 settembre 2017

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Depeche ModeIn your room

Ultimo singolo da Songs of faith and devotion (1993), In your room è una delle cose migliori dell’album (l’altra è Walking in my shoes) ed uno dei momenti più cupi di un gruppo sull’orlo dell’implosione (erano gli anni in cui Dave Gahan era precipitato in piena tossicodipendenza, da cui si sarebbe poi ripreso dopo essere tecnicamente morto per qualche minuto).

Il video, affidato sempre ad Anton Corbijn, insiste sulla dimensione claustrofobica della cosa e nel contempo omaggia i suoi altri video diretti per i DM:

Diana dried her eyes and look surpised

15 settembre 2017

8032807045610_0_0_300_75Per quanto sia intitolato The Queen (e sia dominato da una bravissima Helen Mirren nella parte di Elisabetta II), il film del 2006 è in realtà il secondo episodio di una trilogia dedicata a Tony Blair (trilogia che terminava con The special relationship – io sto andando al contrario), qui da poco nominato primo ministro, quando l’Inghilterra è emotivamente travolta della morte di Lady Diana in un sottopassaggio parigino, più o meno vent’anni fa.

Il film segue la settimana iniziata colla notizia dell’incidente e conclusasi con i funerali di Diana, eventi visti sia attraverso lo sguardo della sovrana (mai così lontana dalla sensibilità popolare – e mediatica – del momento) sia attraverso quello di Blair, della moglie Cherie (chiaramente poco incline ad apprezzare la monarchia per se) e dei suoi collaboratori, capaci, scaltramente, di sfruttare la situazione per ottenere un ritorno d’immagine per il primo governo laburista dopo quasi vent’anni di toriesDowning Street.

E siccome la vita imita l’arte, pare che Tony Blair abbia sovrapposto i suoi ricordi dell’incontro in cui la regina gli conferì l’incarico di formare il suo governo colla sceneggiatura del film, stando al meno alla sua autobiografia di qualche anno dopo..,

 

omg, eleven!

14 settembre 2017

Stranger-Things-4Vado dritto al sodo perché tanto lo saprete già tutti: Stranger things è un capolavoro.

La serie, ambientata in un paesino sperdito dell’Indiana, ruota intorno a congiure governative, mostri provenienti da un’altra dimensione e bambine coi super poteri ma non è la trama a renderla un capolavoro (il tutto è spudoratamente intuibile dopo 10 minuti) quanto la componente nostalgica, che mira a coinvolgere in maniera emotivamente devastante i coetanei dei personaggi (siamo nel 1983).

L’effetto nostalgico non si limita solo ai continui richiami ad altri film o libri (le cose migliori di Stephen King, come The bodyIt, e gran parte della filmografia di Steven SpielbergET in primis) ma, almeno per me, ad un continuo richiamo alla prima pubertà, fatta davvero di partite a Dungeons & Dragons, corse in bicicletta, amicizie eterne e quell’incredibile senso di avventura che ogni giornata portava con sé.

E a fine ottobre arriva Stranger Things 2

una canzone a caso – 433

13 settembre 2017

Catatonia-Mulder--Scully-109700

CatatoniaMulder and Scully

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