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the only person worse at being a vampire than me is you

17 luglio 2017

91Zo1jiGYyL._SL1500_Nella quarta stagione di The vampire diaries si imparano un sacco di cose: esistono cinque super cacciatori di vampiri che formano una cricca speciale (la cosa pare essere contagiosa, come ben imparerà il sempre grazioso Jeremy, ora ancora più grazioso dato che ha chiaramente fatto palestra e prima non si toglieva mai la maglietta); pare esistere una ‘cura’ per il vampirismo, come sottolineano i continui riferimenti ai Cure (ne ho trovati almeno tre: ad un certo punto ascolatano Lovesong, una puntata si chiama Pictures of you e vi appare l’ononima canzone. E Jeremy pre-palestra pare Robert Smith da ggiovane); il liceo americano è persino più facile di quanto si dica, considerato che alla fine si diplomano tutti senza aver mai studiato alcunché per quattro anni.

In tutto questo, Klaus si trasferisce a New Orleans (da cui The originals) ed Elena permane nel suo stato vampiresco, cosa che continua a non convincermi…

boyband 114, part 3

16 luglio 2017

Dopo la tempesta ormonale del secondo episodio, la terza puntata di Boy band (ho scoperto che ufficialmente è il nome del reality show è scritto staccato) ci vuole mostrare che i fanciulli hanno anche una dimensione emotiva.

Il leit motiv narrativo della puntata (dedicata al terzo dei gruppi creati all’inizio, i Six Track) è quello delle difficoltà a lavorare insieme e di come solo coll’armonia e col rispetto si possano superare gli ostacoli tutti insieme (fino ad un certo punto, perché uno sarà comunque eliminato, eh).

La parte del cattivo la fa il clone di Harry Styles, che si chiama Miles e che ha chiaramente fatto palestra da piccolo, mentre mediamente significativi mi paiono MikeyMichael (il secchione che suona il violino e risolve tre cubi di Rubik in pochi secondi).

Totalmente ininfluenti e a tratti irritanti gli altri tre.

La canzone scelta è, finalmente, qualcosa davvero da boyband, cioè There’s nothing holdin’ me back di Shawn Mendes:

Io averi eliminato quello cicciottello, ma gli ‘architetti’ eliminano Gavin. E mentre gli indici di ascolto sono in leggera risalita, nella quarta puntata si andrà in diretta ed i 15 rimasti verranno rimescolati in tre boybands, se non ho capito male…

 

Lesbia nostra, Lesbia illa

15 luglio 2017

9780062317032_0_0_300_80Catullus’ bedspread di Daisy Dunn non è certamente un testo accademico ma neanche una biografia tout court od un romanzo storico, bensì la ricostruzione della vita di Catullo condotta tenendo come fil rouge uno dei suoi carmina docta, il 64, in cui, con compiacimento ecfrastico (?) Catullo inserisce nel racconto delle nozze tra PeleoTetide quello dell’abbandono di AriannaNasso da parte di Teseo, ricamato sulla coperta oggetto di dono per le suddette nozze (il bedpread del titolo).

Si segue così il giovane rampollo di famiglia gallica a Roma, il suo primo incontro con una certa Clodia (carmen 51) che lui sceglie di chiamare Lesbia, l’avvio di una relazione stravolgente ma probabilmente di breve durata, quando lei, pur rimasta da poco vedova, gli preferisce il suo nuovo vicino di casa, Celio (cui lo stesso Catullo dedicherà versi, come dire, non complimentosi e che Cicerone si troverà a difendere in una celebre orazione).

In mezzo, l’amore per il giovane Giovenzio, una diffusa antipatia per CesareCicerone ed un disastroso viaggio in Bitinia al seguito di Gaio Memmio, in cui avrà l’occasione di visitare la tomba del fratello e di comporre il miglior epitaffio mai composto (poi ripreso magistralmente da Foscolo), per poi morire assai giovane (intorno ai trent’anni) e lasciarci un liber che è una delle cose più preziose di tutta la latinità…

#fearTWD – 3.6

14 luglio 2017

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love is in the air

Come nota più di commentatore, è la dinamica di potere tra MadisonTroy (il miles psyicopathicus, che raggiunge nell’episodio vette inquietanti) la cosa più significativa del sesto episodio di questa stagione di Fear the walking dead (qua il precedente), in cui i nativi americani sono così cattivi da togliere gli scarponi ai nostri, costringendoli ad un’estenuante marcia verso casa, dove intanto scopriamo il lato oscuro del capo survavilist (l’alcolismo).

La serie al momento ha tre personaggi di cui francamente non ci frega niente, la coppia Victor/Daniel (che in questa puntata non appare) ed Alicia, che ora ha avviato una liason col fratello-meno-psicopatico e forse sarà interessante vedere che fine faranno…

 

#fearTWD – 3.5

13 luglio 2017

FTWD_305_RF_0222_0935-RT(pare che si vada dalle parti di cowboys contro indiani)

La quinta puntata di Fear the walking dead (qui la precedente) vede Madison e la militia guidata dallo psicopatico Troy alla ricerca dell’elicottero precedentemente precipitato e la conseguente scoperta di quelli che paiono i cattivi della stagione (un gruppo di nativi americani guidati da un tizio che di cognome fa Walker e che quando morirà sarà ufficialmente The walker dead, temo) e che lasciano messaggi abbastanza eloquenti (tizio con un corvo che gli mangia il cervello mentre è ancora vivo mi pare eloquente) sulle loro intenzioni.

Nel frattempo la bromance tra VictorDaniel giunge a brusca interruzione nel momento in cui il secondo lascia l’altro nell’albergo in cui, no, sua figlia Ofelia non lo sta aspettando a braccia aperte e Nick, chiaramente in cerca di una figura paterna, diventa confinde del vecchio survavilist.

Puntata così così, ma pare che la prossima sarà meglio…

una canzone a caso – 422

12 luglio 2017

Whitney_Houston_-_I_Wanna_Dance_with_Somebody

Whitney Houston, I wanna dance with somebody (who loves me)

Primo singolo dal suo secondo disco (Whitney, 1987), I wanna dance with somebody è la canzone più famosa di Whitney Houston, per lo meno fra quelle ‘upbeat’ (in altro genere troneggia I will always love you, una delle canzoni più fraintese della storia).

La canzone ebbe lunga vita, a cominciare da Rick Astley, che si offrì volontario per ballare con lei:

E finì poi in un curioso ibrido con With or without you degli U2 ad opera degli LMC:

quel terreno alluvionale che è il terreno di tutta la vita

11 luglio 2017

5000000185084_0_0_0_300_80Non ne so abbastanza di letteratura tedesca o di Thomas Mann per capire che posto possa occupare una cosa come Cane e padrone a fianco di capolavori indiscussi come Tristano, Tonio KrogerLa morte a Venezia.

Presentato come “un idillio”, racconta come la famiglia Mann acquisì un nuovo cane (Bauschan) che, fedelissimo al padrone, lo accompagna in lunghe passeggiate (dove, tipo Pascoli, si cimenta in decine di modi diversi di dire ‘albero’) in cui avanza patetici tentativi di cacciare anatre (“il tono di vita delle anatre è… più borghese… di quello dei gabbiani“).

Per il resto, essendo comunque Thomas Mann, è scritto benissimo ma o è una gigantesca allegoria di qualcosa che chiaramente non ho colto o è una delle cose più strane che abbia mai letto…

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