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enchiridion

4 settembre 2021

Uscito nel 1977 ma ripubblicato una ventina di anni fa, il Breviarium urbis Romae antiquae di Adrian Van Hack è in pratica l’adattamento in latino di una guida del Touring (lo spunto all’autore è venuto da qua) di Roma.

Diviso per le 14 regiones (in cui Augusto aveva organizzato l’urbs, come attestato fra gli altri Svetonio e Tacito), il libro presenta nel testo originale, per ogni regio, le principali testimonianze epigrafiche e letteraria (con comprensibile attenzione per gli storici, Livio in primis), nonché gli echi poetici richiamati dai luoghi o dai monumenti descritti (Virgilio, Marziale, Ovidio, Giovenale etc.), facendo appunto da pendant ad una guida strettamente artistica.

Alcune regiones sono talmente ricche di testimonianze che richiederebbero una visita di giornate intere (in particolare VIII, IX e X: Forum Romanum, Circus Flaminius e Palatium), mentre di altre resta relativamente poco, sia archeologicamente sia letterariamente ma meritano comunque una visita, con questo libro a fianco, “tenendovi dentro, per segno, l’indice della mano destra”, come faceva don Abbondio col suo altro breviario.

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