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sì, avevo l’album e ne vado fiero

15 agosto 2021

Pur avendo debuttato nel 1986, è stato solo nel 1989 che i London Boys ottennero un grande successo in tutta Europa, in modo particolare per due canzoni, London nights e soprattutto Requiem che continuo a ritenere un capolavoro assoluto, malgrado il fatto che si vestissero in maniera imbarazzante e fraintendessero completamente il significato di requiem:

Poi fecero altri album, con scarso successo, fino alla loro tragica scomparsa, avvenuta nel gennaio del 1996, quando morirono in un incidente automobilistico insieme alla moglie di uno dei due e di un amico.

Praticamente tutta la loro produzione è raccolta in un cofanetto da poco pubblicato (Requiem – The London Boys Story) con i primi tre album, decisamente più remix di quanto pensassi possibile e la piacevole riscoperta di alcuni gioielli dimenticati, come Chinese radio e My prayer, che ricorda non poco Crucified degli Army Of Lovers (cosa auspicabile per gran parte delle canzoni).

C’è poi I’m gonna give my heart, la cui performance è una delle cose più ipnotiche che abbia mai visto, in particolare per via del tizio con la tuta rosa che ha messo al contrario la già di suo ridicola tastiera/chitarra (pare si chiami “keytar“) e che non riesce neanche a fare finta di suonarla:

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