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ecce assunt Turci, ecce assunt!

19 luglio 2021

Il De expugnatione Terrae Sanctae per Saladinum è un opuscolo anonimo, probabilmente composto da un contemporaneo che potremmo immaginare un Templare od un Ospitaliere, verosimilmente spettatore dei fatti (auribus meis audivi, dice, in riferimento ad una disperata chiamata alle armi per salvare Gerusalemme), che racconta la conquista della Terra Santa da parte del Saladino a metà XII secolo.

Sul suo valore storico non mi esprimo, ma il libretto è certamente interessante come attestazione del latino medievale (le oggettive sono per lo più rese con quod e l’indicativo, l’ut consecutivo sta con l’indicativo e non con il congiuntivo, le finali sono quasi sempre introdotte dall’insolito quatinus, il lessico passa con indifferenza dal classico bellum all’ormai volgare guerra e simili) e l’autore mostra notevole conoscenza dell’Antico e del Nuovo Testamento, infarcendo le descrizioni dei luoghi conquistati dai Turchi ora di lamentazioni che paiono uscire da Geremia ora di riferimenti ad episodi biblici colà ambientati.

Evita di introdursi nelle dispute teologiche dell’epoca ma ad un certo punto offre una – per me inedita – giustificazione del Giacomo “fratello del Signore” che ha turbato parecchi esegeti: Iacobum iustum fratrem Domini propter similitudinem vultus dictum, cioè chiamato “fratello del Signore” perché assomigliava di faccia a Gesù.

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