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not dirty dishes on the brain

7 dicembre 2020

La scorsa primavera era tutto un fioccare di “la pandemia mi ha insegnato che… ” e, mentre io ho solo scoperto che il latte di capra è indistinguibile dal latte di mucca (era finito al Carrefour e c’era solo quello caprino, “sii audace!” mi ero detto), la sempre meravigliosa Sophie Ellis-Bextor ha messo su un appuntamento settimanale su Instagram nella sua cucina, piena di un numero improbabile di figli. Si chiamava Kitchen Disco:

Da questa esperienza è nato un greatest hits (Songs from the kitchen disco) che, assieme a qualche rarità (le cover di True faith dei New Order e Do you remember the first time dei Pulp) e cose sempre meravigliose (come Groovejet o Murder on the dancefloor), offre un nuovo singolo, Crying at the discotheque degli Alcazar, con uno struggente video che ripercorre la carriera di un cantante, da un piccolo pub di periferia all’Heaven all’O2 Arena, tragicamente vuoti in tempi di distanziamento:

(che poi la canzone era già abbastanza deprimente di suo, in realtà)

Ed ha comunque trovato il tempo di fare un live per Halloween e Life on mars di David Bowie:

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