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cinema italiano 101

29 novembre 2020

Immaginavo che un film intitolato Boccaccio ’70 ambientasse qualche novella del Decameron nei tempi moderni, in alternativa alla versione cinematografica più filologicamente corretta del Decameron di Pasolini, ma le cose non stanno così.

Il film è composto da quattro episodi (affidati a mostri sacri come Visconti, Fellini, De Sica e Monicelli), non ha una cornice narrativa e l’unica cosa che accomuna le quattro storie è la tematica erotica, certamente importante in Boccaccio ma non direi che è LA tematica del Decameron.

Monicelli gioca con i nomi manzoniani ed i suoi Renzo e Luciana (da un racconto di Calvino) si trovano in difficoltà a far conciliare la vita affettiva con i ritmi lavorativi del ceto medio, Le tentazioni del dottor Antonio di Fellini vedono, con la consueta chiave onirico-surreale, la lotta di un moralista contro un ammiccante cartellone pubblicitario con una gigantesca Anita Ekberg, Il lavoro di Luchino Visconti mette in scena un trionfo di decadenza e cinismo (ah, se solo Visconti avesse lavorato con gli Act… ), mentre De Sica immagina una “riffa” in cui il premio è una notte d’amore con Sofia Loren.

Una buona summa del cinema d’autore italiano in un solo film, per chi va di fretta.

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