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apud deos terminos

8 novembre 2020

Considerate le circostanze apocalittiche, la quarta stagione di The walking dead (sì, sono così indietro) risulta particolarmente adatta alla stretta attualità, anche perché, mentre i nostri sono più o meno al sicuro nella prigione in cui erano arrivati nella stagione prima, scoppia una piccola pandemia influenzale dalle nefaste conseguenze.

E’ inoltre il momento in cui il Governatore muove propositi vendicativi e la seconda parte della stagione – una delle migliori pagine di scrittura della serie, secondo me – vede i nostri eroi convergere per strade diverse al Terminus su cui confluivano le speranze di tutti – presto deluse, come prevedibile, visto il leit-motiv della serie (“prima o poi muoiono tutti”).

Si legge da più parti di un generale decadimento di TWD man mano che si va avanti, ma qui si è ancora dalle parti della perfezione.

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