Vai al contenuto

primo vere

26 luglio 2020

Con D’Annunzio (che si faceva chiamare da solo vate, come Michael Jackson si autoproclamava king of pop) ho sempre avuto un rapporto conflittuale, apprezzandone da piccolo la prosa (Le vergini delle rocce, Il piacere), meno la poesia, preferendogli il meno costruito Pascoli, ma non avevo mai approfondito la sua narrativa breve, in cui debuttò con i brevissimi racconti di Terra vergine (prima edizione del 1882, poi ampliata nell’84).

Sono il suo debutto in prosa, e, per quanto paiano a tratti un esercizio di stile fra Zola e Verga (Dalfino è praticamente Rosso Malpelo impegnato in un delitto d’onore e tutte le figure femminili richiamano La lupa), hanno i loro momenti (con una certa tendenza allo splatter), soprattutto nel contrasto con la scrittura ‘urbana’ dei romanzi successivi.

No comments yet

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: