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tradurre, tradire

23 luglio 2020

La lingua di Trump (Einaudi, 2019) di Bérengère Viennot non è purtroppo quello che pensavo (un saggio accademico di linguistica contemporanea) ma poco di più che una raccolta di pensieri (condivisibili, eh) su quanto Trump sia terribile, ad opera di una traduttrice di professione che si trova dunque spesso in dubbio su come rendere i deliri post-sintattici del presidente statunitense, mettendoci in mezzo riflessioni che meriterebbero certamente più spazio (e competenze), come le pagine dedicate al ruolo del puritanesimo nella storia degli Stati Uniti.

Ed è curioso che un libro di una traduttrice, incentrato sulle difficoltà del mestiere, contenga un grossolano errore: non so se per colpa dell’originale francese o a suo volta del traduttore italiano, ma un tweet di Trump del 2 agosto 2018 viene tradotto con “@foxandfriends lancia i suoi concorrenti nella fascia mattutina” (p. 38) quando in inglese Trump aveva scritto “is blowing away” che vorrà dire qualcosa come “sgominare, sconfiggere” e non certo lanciare.

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