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one psychological drama after another

17 luglio 2020

Se ci arriviamo, il 2028 sarà il 2500esimo (!) anniversario della tragedia greca più antica a noi giunta, I Persiani di Eschilo e, per prepararsi, niente di meglio che il corposo Greek tragic style di R. B. Rutherford (Cambridge 2012).

Il dottissimo volumone indaga sulle tragedie greche superstiti (7 di Eschilo e Sofocle, 17 di Euripide, tralasciando l’anonimo Reso) alla ricerca dei tratti comuni di un possibile “stile” tragico, passando da puntuali osservazioni linguistiche (ci sono tracce di antiche polemiche sull’abuso del sigma da parte di Euripide, giuro, pp. 117-118) a tematiche di carattere generale (la “ironia” tragica, il rapporto con la divinità, i ruoli di genere etc. ), offrendo in molti casi copioso commento a passi particolarmente esemplari.

Se proprio dobbiamo trovargli un difetto, la scelta di procedere per capitoli tematici (struttura, lessico, versi recitativi etc. ) esclude la trattazione coerente di un singolo autore o di una singola opera, ma l’elenco dei luoghi citati viene in aiuto qualora si voglia approfondire il singolo dramma.

Mi sa di essenziale, comunque.

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