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no happy ending

13 luglio 2020

The final year è un documentario che segue l’ultimo anno di politica estera dell’amministrazione di Barack Obama, visto da parte di due suoi collaboratori (Samantha Power, ambasciatrice alle Nazioni Unite, e Ben Rhodes, un consigliere ed autore di discorsi) e che si conclude con l’elezione di Donal Trump alla presidenza, un colpo di scena che nessuno si aspettava, dopo essere passato attraverso le grandi e piccole crisi del 2016.

Power e Rhodes sono spesso su posizioni diverse (la prima è più idealista, lui più realista) ma sono accomunati dal fatto di essere in qualche modo empatici con ciò che li circonda, cosa che chiaramente non vale per l’attuale amministrazione (di cui si spera anche questo sia the final year).

A conferma del fatto che la democrazia sia una scommessa che alle volte si perde, c’è una scena che a posteriori risulta tragica, quando Rhodes, quasi a giustificarsi dell’ignavia che ha caratterizzato l’amministrazione Obama sulla Siria, sottolinea i successi che non si sarebbero potuti ottenere concentrando ogni sforzo su quell’infelice paese, come il riavvicinamento a Cuba, l’accordo di Parigi sul clima e gli accordi sul nucleare con l’Iran.

Tre cose puntualmente smontate dall’amministrazione Trump

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