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il suo secondo nome era “Taldegardo”, il che spiega un sacco di cose

9 febbraio 2020

9788804667193_0_0_618_75Devo essere in acuta fase leopardiana, perché dopo aver riletto i Canti ed approfondito le Operette morali, mi sono dedicato al denso Leopardi di Pietro Citati (Mondadori, 2010) che è ne tanto biografia quanto analisi e commento della sua opera.

Si scopre quindi il ruolo della madre nella formazione del giovane poeta, si cerca di interpretare il suo amore per GiordaniRanieri (che la lingua dell’epoca rende difficilmente catalogabile), si scorrono pagine intense sul suo rapporto con la sorella Paolina ed il fratello Carlo, si legge con suspence la ricostruzione della tentata fuga da Recanati, anche se già si sa come andrà a finire.

E poi si rileggono i versi, che restano le cose più alte mai scritte in italiano e che, paradossalmente, rendono inutile ogni schizzo biografico, persino se affidato alla penna di Citati.

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