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huffabo et puffabo et tuam domum inflabo!

26 dicembre 2019

41IQfaPR8BL._SX313_BO1,204,203,200_La vulgata vuole che le favole tradizionali siano molto più macabre delle loro versioni più note e deve essere agli originali che ha guardato Victor Barocas nel mettere insieme una dozzina di Fabulae mirabiles, cioè di favole in latino, pensate come mediazione per arrivare a leggere poi gli autori classici, ma apprezzabili anche di per sé, malgrado non manchino alcuni refusi (tipo un surge, liberos al posto di surgite, liberi in Hansellus et Gretella).

Così, oltre a curiosi verbi onomatopeici (come huffarepuffare) si scopre anche che il terzo porcellino della fabula (Tres porcelli, ovviamente) alla fine si mangia una zuppa di lupo (multos dies porcellus ius lupi edit, et feliciter posthac vixit), che il pifferaio magico (tibicen versicolor) si vendica crudelmente dei cittadini che non l’hanno voluto pagare per averli liberati dei topi, che Biancaneve (Nivea) non resuscita per un bacio ma perché uno dei sette nani (septem homunculi) ne fa inavvertitamente cadere la bara, facendole sputare il morso della mela avvelenata (malum venenatum), che le sorellastre cattive di Cinerella si tagliano i piedi pur di entrare nella scarpetta ed altro.

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