Vai al contenuto

witch hunt!

16 dicembre 2019

9788861024267_0_0_651_75Da ggiovane mi ero dedicato ad approfondire la poetica giambica di Orazio, rappresentata dai suoi Epodi (c’ero arrivato tramite Archiloco, ovviamente), ed in particolare la figura della ”strega” Canidia (dominante negli Epodi 5 e 17 ma anche in Saturae I 8 e citata, en passant, in altri tre testi del poeta). A quanto ricordo, la rassegna bibliografica non richiese grande impegno, perché non esisteva una monografia dedicata al personaggio, lacuna ora colmata da Canidia – La prima strega di Roma di Maxwell Teitel Paule (Leg Edizioni, 2018).

La mia idea di fondo (non gigantescamente originale) era che Canidia rappresentasse in qualche modo l’incarnazione della poetica giambica (con tutto il suo contorno di violenza verbale, che da Archiloco/Ipponatte arrivava a Catullo), che poi Orazio abbandona a favore della più leggere satira, per infine approdare alle vette delle Odi; la figura di Canidia nell’Ep. 5 rappresenterebbe l’elemento più deleterio del giambo (nel testo la donna uccide un puer per usarne gli organi per un filtro d’amore), che nell’ultimo componimento della raccolta risulta però incapace di colpire in profondità Orazio, che abbandona appunto il giambo (l’Ep. 17 si chiude non a caso con la parola exitus) e si ‘vendica’ di Canidia in Sat. I 8, dove il terrore che la strega suscitava in lui viene inficiato dalla trovata comica di una statua di Priapo – ricavata da un tronco di fico negli horti di Mecenate sull’Esquilino –  che la scaccia con una rumorosa flatulenza (phobos vinto dal gelos, era il succo del mio discorso).

Che la mia chiave di lettura non fosse così astrusa è confermato da alcune pagine di Paule, le cui interpretazioni si fanno però ancora più ardite, a partire dall’assunto che le tre ‘Canidie’ oraziane (Ep. 5 e 17, Sat. I 8) non possano essere ricondotte ad un’unica persona ma vadano declinate diversamente a seconda del contesto; secondo l’autore, la Canidia della Satura avrebbe elementi in comune, oltre che con la divoratrice di bambini dell’Ep. 5 (sulla cui precedenza compositiva siamo entrambi d’accordo), anche con la Circe omerica e le donne impegnate in un rito magico nell’ottava ecloga di Virgilio, e rappresenterebbe pertanto, in chiave metaletteraria, la coesistenza nel genere satirico di un elemento giambico, di un elemento epico e di un elemento bucolico.

Un po’ come l’Ep. 2 ironizzava sull’età dell’oro delle Georgiche, per Paule il puer sacrificato in Ep. 5 sarebbe rovesciamento degli ideali di pax attribuiti al puer  virgiliano di Buc. 4, di poco precedente, con Orazio che pare scettico sulla risoluzione delle guerre civili, ora riprese con l’ascesa di Sesto Pompeo (sotto il consolato di un Publio Canidio Crasso, tra l’altro!); secondo l’autore, Canidia sarebbe inoltre raffigurazione di un demone infanticida di cui si trovano tracce in Ovidio ed in Diodoro Siculo, oltre che nella cultura mesopotamica del III millennio aC.

La Canidia dell’ultimo epodo sarebbe infine una empusa, cioè una sorta di vampiro ante-litteram (ne parlavamo qua) che “consuma” Orazio con il suo sfrenato appetito sessuale, nonché summa della poetica giambica in quanto tale (Paule scova nel testo dell’ultimo epodo diversi richiami ad altri testi del liber oraziano, cosa sempre utile).

Un po’ avventato, si diceva, ma non per questo non meritevole di approfondimento…

 

No comments yet

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: