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for such reasons unexplained

6 dicembre 2019

514F6O9T9+L-2Lo scorso settembre il New York Times pubblicò un intervento – anonimo – di un membro dell’amministrazione Trump che si presentava come una delle voci della ‘resistenza’, cioè uno dei Repubblicani che, per quanto ideologicamente vicini ad alcune posizione del Presidente, lo ritengono essenzialmente una minaccia per la tenuta democratica degli Stati Uniti e che per tanto continuano a lavorare per lui cercando di arginarne i deliri.

La scelta di un quotidiano autorevole di pubblicare un testo ‘anonimo’, pur garantendone sulla fiducia l’affidabilità, resta problematica, a maggior ragione con l’uscita di un libro, A warning, dello stesso ‘anonimo’, per quanto l’autore cerchi di giustificare la sua scelta nella prefazione.

Triste segno dei tempi è il fatto che il libro non riveli nulla di particolarmente terribile che non sia già sotto gli occhi di tutti quelli che non fanno finta di non vedere, finendo coll’essere diventato, più che un moderno j’accuse, l’occasione per l’autore di fare sfoggio di una certa cultura nella storia dei presidenti con qualche venatura di classicismo (l’esempio della demagogia ateniese post Pericle offre amari paralleli con il presente).

E questo porta i lettori più a cercare di indovinarne l’identità  che a riflettere seriamente su come e perché si sia arrivati ad eleggere una persona che non è in grado di elaborare un pensiero coerente.

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