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omnia mutantur et nos mutamur in illis

6 settembre 2019

9781350110939_0_221_0_75Un abbastanza recente rapporto (2015) dell’OECD nota con rammarico che i risultati dei test PISA non mostrano significativi miglioramenti nelle competenze di lettura, matematica e scienze degli studenti nei paesi che hanno promosso massicci investimenti nell’uso delle tecnologie informatiche nell’ambito dell’istruzione e la questione dell’utilità effettiva degli strumenti digitali resta aperta, nonché legata a molte variabili, non facilmente misurabili, come ad esempio la competenza reale dei docenti che si trovano ad essere intermediari fra i grandi investimenti e la pratica didattica quotidiana.

In Italia, che per gran parte degli ultimi quindici anni si è al massimo limitata a riempire le aule di proiettori e ‘lavagne interattive’ (con un investimento non indifferente) che, nella mia esperienza, nessuno usa, è solo con #labuonascuola che si è tentato (siamo ancora sub iudice) un intervento organico di investimenti e formazione, forse troppo ambizioso e talora mal gestito.

Anyway, all’estero si interrogano su queste cose da un po’ più di tempo, anche con particolare attenzione disciplinare, come testimonia Teaching classics with technology (Bloomsbury, 2019), una raccolta di saggi sul tema, affrontato secondo le coordinate dell’insegnamento a distanza (Alan Chadwick, ad esempio, ha messo in piedi un intero corso di latino on line da usare sia autonomamente sia a scuola, mentre Operation LAPIS è una sorta di gioco di ruolo per introdurre allo studio del latino Ray Laurence racconta la genesi dei suoi video per TED-Ed) o quelle dell’introduzione al mondo classico (c’è un bel progetto di ‘animazione’ dei vasi greci pensato per la scuola elementare), con frequenti collegamenti interdisciplinari (c’è un articolo sull’uso didattico di Orbis, ad esempio).

La terza parte del libro (Using technology in the ancient language classroom) è certamente quella più utile e didatticamente spendibile, con articoli di Magister Craft, commentari di Frontone (!) costruiti da studenti (universitari, eh) e diversi spunti che sarà un piacere sperimentare quest’anno…

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