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for art’s sake

23 agosto 2019

51uNjz4bXrL._SX341_BO1,204,203,200_La scorsa primavera ho accompagnato degli studenti a Milano per una cosa di Alternanza Scuola-Lavoro, all’interno della quale siamo anche andati ad un mostra di Banksy, abbastanza consapevole del paradosso di andare alla cosa più convenzionale possibile (una mostra) per un artista il meno convenzionale possibile (Banksy).

Passando, sempre paradossalmente, per il gift shop della mostra, ho comprato Exit through the gift shop (Feltrinelli, 2011), cioè un film diretto dallo stesso Banksy (cui è allegato un libro, We are all fakes!, curato da Francesca Baiardi, che raccoglie un paio di interviste all’artista ed articoli vari su Banksy e sui graffiti in genere), che segue l’ascesa di un videoamatore francese (Thierry Guetta) nel mondo della street art losangelina e che ha buone possibilità di essere un’istallazione artistica sulla mercificazione dell’arte stessa e quindi una gigantesca presa in giro, cosa cui non lo direi alieno

FLYING-COPPER

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