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la libertà non si perde tutta in una volta

3 agosto 2019

9788815241290_0_0_598_75Gli atti di un convegno piemontese dell’aprile 2012 sono raccolti in Disegnare il futuro con intelligenza antica, a cura di Luciano Canfora ed Ugo Cardinale (il Mulino, 2012), dedicato all’insegnamento del latino e del greco in Italia e nel mondo.

Il volume si apre con un intervento dell’allora direttrice generale del MIUR sullo spazio del latino e del greco nella scuola italiana, intervento che si chiude con l’originalissima frase “ai posteri l’ardua sentenza“, cosa che non fa sperare benissimo, considerato che viene da qualcuno che potrebbe svolgere un ruolo attivo nella promozione delle due discipline anziché prendere solo atto della situazione, no?

Poi ci sono anche cose interessanti (pare che Oliviero Diliberto promuova il Diritto Romano – e con lui il latino – in Cina, a conferma di quanto leggevo qui), come l’intervento di Camillo Neri (Il greco ai giorni nostri) che ripercorre a partire dall’Unità d’Italia la storia dell’insegnamento di questa lingua nella scuola italiana (analogo l’intervento di Gianluigi Baldo sul latino) o quello di Franco Montanari sui dizionari di greco (il Rocci!), di cui è ovviamente esperto.

Certamente intrigante lo sguardo al di là delle Alpi, con interventi sullo studio delle lingue classiche in Francia, Spagna, Grecia, Germania, Belgio, Paesi BassiInghilterra (con un bell’articolo sul corso Cambridge) ma anche in Finlandia (!), Russia (!!) e Messico (!!!), da dove scopro che, per evitare che gli indigeni precolombiani (una volta appurato che avessero l’anima, eh) diventassero preti, si preferì (eresia!) tradurre nella lingua degli indios le Scritture cristiane piuttosto che far loro imparare il latino, che, com’è noto, rischia di far bene alla gente.

C’è anche una parte didattica, di cui sono essenziali le pagine di Franca Zanetti sulle aporie della nostra didattica tradizionale e divertenti quelle di Federico Condello sul ‘traduttese’, con cui i ggiovani fanno finta di tradurre (per cui un puer è sempre un ‘fanciullo’ e mai che qualcuno faccia una cosa per ma sempre e solo affinché – secondo me, si sgama facilmente chi ha fatto il classico per l’uso del gerundio composto in italiano, che traduce meccanicamente il cum con il congiuntivo piuccheperfetto).

E sempre dall’articolo sul Messico viene una frase che pensavo di tatuarmi sul braccio:

“Il greco è lingua potenzialmente eversiva, spinge a leggere il Nuovo Testamento nel testo originale ed è dunque strisciantemente protestante”

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