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maturità 2019 – 1

19 giugno 2019

Per me la novità principale dell’Esame di Stato non è tanto nelle nuove tipologie dello scritto in Italiano, nella doppietta delle materie nel secondo scritto (Matematica E Fisica allo Scientifico, Latino E Greco al Classico etc. ), nella scomparsa della Terza Prova o nella cosa delle Buste all’orale ma nel fatto che, dopo tipo sei anni, sono di nuovo in commissione (come membro esterno).

E quindi stamattina abbiamo iniziato (nei giorni scorsi abbiamo fatto un paio di riunioni preliminari) con lo scritto di Italiano (le tracce sono qui).

L’analisi del testo non prevedeva grandi novità, se non il fatto che i ggiovani potessero scegliere fra due testi, uno in poesia (Risvegli, di Ungaretti) ed uno in prosa (una pagina de Il giorno della civetta di Sciascia). Da me un paio hanno scelto Ungà, nessuno mi pare Sciascia (peccato, era una pagina esemplare sul concetto di “omertà”) – entrambi mi parevano fattibili.

La novità principale dello scritto di Italiano è certamente la scomparsa del Saggio Breve (che era spesso ridotto ad un copia/incolla dei documenti del dossier), sostituito dal Testo Argomentativo, di cui erano offerte tre ‘proposte’.

La prima era un testo di Tomaso Montanari sul patrimonio culturale, molto bello ma con qualche difficoltà (“la dittatura totalitaria del presente”). La struttura della consegna, come per tutta la tipologia, è divisa in due parti, una essenzialmente di comprensione del testo ed una di argomentazione, in cui lo studente è chiamato ad abbracciare o meno le tesi del testo di partenza.

La seconda proposta (la più frequente da me, un liceo scientifico) partiva da un testo tratto da qui, con un grave problema di fondo: il brano ‘tagliato’ per l’occasione non sviluppava il tema principale del lavoro di Steven SlomanPhilip Fernbach ma era accessorio ad un’argomentazione non presentata agli studenti. E’ un po’ come mettere una delle pagine di zoologia di Moby Dick ed invitare gli studenti a riflettere sul personaggio di Ismaele, in pratica.

La terza proposta veniva incontro a quanti lamentavano l’assenza di un tema ‘storico’ (polemica nota ma fatua, se il tema storico partiva dal presupposto che a scuola si facesse davvero il Concilio Vaticano II o l’economia dei paesi emergenti, argomenti davvero usciti in passato e ‘stranamente’ non scelti dagli studenti), con un testo di Stajano su quanto resti del secolo scorso. Mi pare non l’abbia fatto nessuno.

Il tema di “carattere generale” negli ultimi anni ha offerto un testo di partenza, forse troppo lungo; anche qui c’erano due proposte, cioè una commemorazione del generale Dalla Chiesa (inabbordabile) ed una cosa su Bartali che invitava a parlare del rapporto fra sport e società, che hanno fatto in pochi.

Assenza di voci femminili a parte, non mi pare ci siano state cose eclatantemente terribili né meravigliose e l’approccio di gran parte delle prove, che puntava alla comprensione del testo, mi pare scelta (tristemente) doverosa, perché va a toccare una competenza assai fragile nella scuola attuale.

Domani, i ggiovani faranno Matematica e Fisica, ma noi ci vediamo qua con il LatinGreco (un giorno parleremo del male che repubblica.it ha fatto alla scuola italiana) del Liceo Classico e con la prova del Liceo Classico Europeo che, #spoiler, è alla base di quella del Classico…

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  1. inappartenenze | cheremone

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