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two rooms

20 Maggio 2019

91uwBrQK5iL._SL1500_Tradizionalmente le canzoni erano scritte da una persona (i famosi cantautori), talora da due (la coppia Lennon/McCartney, per dire), più raramente da un gruppo (i Queen, anche se pare che ad un certo punto decisero di attribuire all’intero quartetto le canzoni scritte dai singoli membri, per evitare di litigare sulla royalties).

Negli ultimi anni le cose si sono fatte più complicate, con letteralmente decine di artisti accreditati come autori, non perché venti persone stiano chiuse in una stanza a scrivere 2002 di Anne-Marie (18 autori!), Nice for what di Drake (22!) o Sicko Mode di Travis Scott (32 accrediti, contando i campionamenti) ma perché spesso le canzoni passano attraverso una catena di montaggio, cui il singolo autore offre minimi contributi, che insieme producono un brano di successo – secondo MusicWeek le 100 canzoni di maggior successo in Inghilterra nel 2018 hanno avuto 5,34 autori di media ciascuna.

Il nuovo che avanza (i. e. lo streaming e l’ossessione ggiovanile a – horribile dictu – “skippare”) porta anche a cambiare il modo di strutturare un brano, mettendo il ritornello nei primi trenta secondi, che sono quelli necessari a convincere l’utente a non passare appunto al brano successivo.

Il trend pare inarrestabile, anche se molte storie di successo degli ultimi mesi (George Ezra, Billie Eilish, Tom Walker, Rag N Bone Man, Lewis Capaldi etc. ) sono legate ad autori di vecchio stampo, che scrivono canzoni da soli o al massimo con un co-autore, ed è questa la combinazione che ha, ormai da più di vent’anni, dato al mondo ‘Robbie Williams’, cioè la collaborazione del proto Take That con Guy Chambers (interrotta nel 2002 ma ripresa nel 2013).

In attesa di nuove cose di RobbieGuy si è tolto uno sfizio ed ha pubblicato Go gentle into the light, che è praticamente lui che suona al pianoforte canzoni scritte con Robbie (da Feel ad Angels, da MilleniumNo regrets, etc. ), un po’ come fece un paio di anni fa Benny Andersson  degli ABBA, con risultati se non travolgenti comunque gradevoli, come The road to Mandalay:

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