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smacchiare il gattopardo

15 Maggio 2019

9788804669005_0_221_0_75A partire da un catasto fiorentino del 1427, dei ricercatori della Banca d’Italia hanno appurato che, seicento anni dopo, tre dei cinque primi contribuienti della Firenze del 2011 discendono da famiglie che nel XV secolo detenevano ca. il 7% della ricchezza della città medicea, a confermare quello che spesso si sospetta: in questo paese l’ascensore sociale è essenzialmente immobile.

Da qui iniziano le riflessioni di Federico Fubini (La maestra e la camorrista, Mondadori 2018) sull’annoso tema delle diseguaglianze sociali, legate certamente a fattori tanto economici quanto scolastici ma anche di puro e semplice contesto (il numero di parole che sentiamo nei primi tre anni di vita pare influenzare enormemente i nostri esiti scolastici, lavorativi, sociali ed economici, per dire); contesto familiare in primis e successivamente sociale, come dimostrano impietosi dati empirici sulla fiducia in se stessi e nel futuro di chi frequenta istituti professionali dell’hinterland partenopeo e di chi è invece iscritto a prestigiosi licei milanesi.

Ma fortunatamente Fubini propone qualche tentativo di soluzione (scuola scuola scuola, ma anche mettere i ragazzi che partono da condizioni svantaggiate a contatto con altri che da analoghi contesti sono riusciti a ‘farcela’, riscrivendo la propria storia con talento, capacità e soprattutto grazie a qualcuno che ha creduto in loro); resta in sospeso la questione della meritocrazia, che in questo paese pare proprio non funzionare, eredità del corporativismo fascista per cui, a livello contrattuale, “il grosso dei compensi riflette il numero di anni passato in azienda o al lavoro: più si è vecchi, più si guadagna” (p. 128).

PS / Ho finito di leggere il libro mentre accompagnavo quattro studenti a #FuturaRavenna per partecipare ad un Hackathon ed ho visto al lavoro un’ottantina di studenti di tutta Italia provenienti da vari indirizzi scolastici. Qualche speranza ancora c’è…

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