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non effugies meos iambos

27 marzo 2019

9788806223595_0_221_0_75Non che la bibliografia catulliana sia campo poco percorso, ma la recente edizione de Le poesie di Catullo curata da Alessandro Fo ha davvero tutte le caratteristiche per considerarsi definitiva.

Dopo aver già fatto un eccellente lavoro traducendo l’EneideFo si è dedicato al poeta veronese, di cui ha tradotto l’intero liber (con soluzioni ‘barbare’ assai intriganti), offrendo – oltre ad un’ampia introduzione che riflette a lungo sulla genesi del liber, ascrivibile o meno nella sua forma attuale a Catullo stesso – un commento dottissimo su ogni singolo carmen con un monumentale apparato di note che spazia da polemiche contro quella che lui chiama ‘porno-critica‘ a proposte di lettura talora audaci ma sempre avanzate con assoluto rigore, tra le quali spicca quella di leggere la strofa conclusiva del c. 51 (otium, Catulle, tibi molestum est / otio exsultas nimiumque gestis / otium et reges prius et beatas / perdidit urbes) non come frutto della penna di Catullo ma proprio di Lesbia, che così avrebbe risposto all’ Ille mi par esse deo videtur mandatole dal poeta…

Aere perennius, per davvero.

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