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closet in, closet out

29 dicembre 2018

I_Am_Michael_film_posterDi solito se narrativa/cinema/tv affrontano il tema omosessualità/religione, lo fanno dal punto di vista di chi, scoprendosi gay, solitamente in ambienti fondamentalisti, entra in conflitto con il suo ambiente e o rigetta direttamente la dimensione religiosa o ne trova un equilibrio.

Il che rende particolare I am Michael (Brainstorm Media, 2015), in cui James Franco interpreta la storia – vera – di Michael Glatze che da attivista per i diritti LGBT a inizio millennio ebbe poi una brusca conversione al fondamentalismo cristiano (tramite la Chiesa Mormone, in un primo momento) e finì col diventare poster boy della destra evangelica – a fare da pendant al film c’è un breve documentario, Michael lost and found, narrato da quello che per un decennio fu il suo compagno, che ritrova Michael felicemente sposato con una ragazza e meno fondamentalista sulle sue posizioni di un tempo.

Il tutto è narrato con molta sensibilità, a ricordarci che le ‘etichette’ dicono solo parte del percorso delle persone e quanto i cammini individuali siano complessi e si ha davvero l’impressione che con il film si sia semplicemente voluto raccontare una storia, senza giudizi.

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