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she married her brother because she had nothing better to do

4 novembre 2018

9780195365511_0_0_300_75Pensavo che nulla potesse mai battere gli intrighi delle corti imperiali romane ma mi sono dovuto ricredere, approfondendo un po’ il periodo più convulso della storia greca, quello cioè dei regni ellenistici discendenti da Alessandro Magno e pian piano finiti tutti nell’orbita romana, culminando con l’acquisizione augustea dell’Egitto dei Tolomei.

La mia palinodia è dovuta essenzialmente alla bellissima biografia di Arsinoe II, ad opera di Elizabeth Donnelly Carley (Oxford University Press, 2013) che cerca di ricostruire una figura presentata ora come crudele matrigna ora come vittima innocente di trame altrui (tutto ciò nella stessa fonte, il Giustino epitomatore di Pompeo Trogo).

Molto della regina è ignoto (la scultura in copertina dal libro è probabilmente di un’altra Arsinoe, per dire), a cominciare dalla data di nascita, che collochiamo tra il 318 ed il 314 aC solo perché sappiamo che intorno al 300 andò in moglie al sessantenne Lisimaco in una delle numerose alleanze matrimoniali messe in piede da suo padre, il primo Tolomeo (i Tolomei sono in tutto una quindicina – l’ultimo sarebbe figlio di Cesare Cleopatra – e per comodità diamo a tutti un soprannome: questo sarebbe Sotèr).

Dal matrimonio nacquero tre figli (tra i quali – ovviamente – un Tolomeo), cosa che rese meno serena la convivenza con gli altri figli di Lisimaco (che ad un certo punto fece uccidere il proprio figlio – o forse lo tolse di mezzo lei, per favorire i suoi), alla cui morte Arsinoe sposò Tolomeo Cerauno, a suo tempo allontanato dal regno da Tolomeo I a favore di Tolomeo II (capite perché la cosa è affascinante?), che era suo fratello da parte di padre, ma finì poi per sposare proprio il Tolomeo II che era suo fratello da parte di entrambi i genitori (cosa di cui lui andava orgoglioso, visto che si faceva chiamare Philadelphus, cioè ‘amante della sorella’).

Precedenti divini (Iside/Osiride, ma anche Zeus/Era) e l’idea che matrimoni fra fratelli fossero la norma in Egitto (non era così, ma la vox populi era insistente) fecero sì che la cosa non fosse poi considerata così scandalosa (purché, come imparò a suo spese Sotade, non diventasse oggetto di poesie satiriche un filino scabrose) ed anzi Tolomeo stesso diede il via ad un culto divino dei theoi adelphoi (cioè se stesso e la moglie/sorella) e, dopo la morte ed apoteosi di Arsinoe (di cui parla un frammento giambico di Callimaco), in tutto il mediterraneo orientale si svilupparono due culti paralleli di Arsinoe thea philadelphus, secondo le tradizioni egizie e greche, con discreto corredo iconografico.

E siamo solo all’inizio dei Tolomei, eh…

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