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un grande no

25 settembre 2018

9788893881524_0_0_300_75All’inizio della scorsa estate Edoardo Albinati ebbe un’uscita non esattamente felice riguardo la questione della nave Aquarius, tenuta ‘in ostaggio’ dal nostro illuminato  (spoiler: ma anche no) governo, uscita che lui stesso riconosce come ‘pensiero infame’.

A quella uscita ed alle polemiche che ne seguirono – ora comprensibili ora pretestuose o semplicemente imbecilli (tipo definirlo ‘scrittore cattolico’, perché, evidentemente, se uno ha scritto un romanzo chiamato La scuola cattolica sarà per forza ‘scrittore cattolico’, qualsiasi cosa voglia dire) – ha dedicato un instant bookCronistoria di un pensiero infame che è poco più di un lungo articolo e la cui brevità è inversamente proporzionale alla gravitas del contenuto.

Solo fino ad un certo punto apologetico, Albinati passa in rassegna non tanto i fatti di cronaca o i monstra giuridici della vicenda (pare che una fonte del diritto oggi in Italia sia riconducibile ad un tweet di un troll che fa il Ministro dell’Interno) quanto i suoi (certamente miei e spero nostri) pensieri di fronte alla soppressione del senso della decenza e dell’umanità che in questi ultimi mesi (o forse sono vent’anni, notava una mia amica l’altra sera) ha pervaso lo spazio pubblico di un paese in cui le cose più aberranti sono ridotte a ‘goliardata‘ , in cui si spara alle persone per passatempo,  si cerca di dare fuoco alla gente e quant’altro (male certamente non solo italico, visto che Albinati ricorda anche i bambini in gabbia negli Stati Uniti).

A tutto questo risponde con condivisibile rabbia ed esasperazione:

È una faccenda assai più semplice, elementare, che sta prima della politica e molto, ma molto al di là di qualsiasi calcolo o manovra o posizione, non serve affatto essere cattolico o laico o progressista per dire no ai bambini in gabbia! No e poi no!
Bambini in gabbia?
Giornalisti e professori di scuola e universitari arrestati in massa, impiegati pubblici licenziati per rappresaglia?
Reporter ammazzati perché avevano scritto contro il governo?
Sette donne incinte e novanta minori senza famiglia naufragati? A cui si nega di sbarcare perché rappresentano una minaccia all’ordine pubblico, in realtà per giocare a Monopoli con l’Europa? E lasciati altri otto giorni nel mare in burrasca?
Ma di che stiamo parlando?
Fatela finita con questa storia!
Fatela finita una buona volta!!

Dicono che sdegnarsi è inutile, ma serve a ricordarci che siamo umani.

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