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e dirò sempre le stesse cose viste sotto mille angoli diversi

11 agosto 2018

9788806172237_0_0_300_75Sono talmente vecchio da averne il cofanetto con il vhs (!) ma scopro che Parole e canzoni di Francesco Guccini ad un certo punto è stato pubblicato in dvd.

La parte video è un’antologia di apparizioni televisive del cantautore, mentre il libro (con interventi di Roberto Cotroneo, Vincenzo Cerami, Umberto Eco e Roverto Roversi) raccoglie tutti i suoi testi (fino a Stagioni del 2000, anno dell’edizione che ho io – mancano dunque Ritratti L’ultima Thule) e, come in pochi altri casi, alla domanda se la canzone sia poesia si risponde di sì senza esitazione (anche se Guccini stesso non sarebbe d’accordo), a partire dalla struggente di In morte di S. F. (cioè Canzone per un’amica, quella che si apre con l’endecasillabo “lunga e diritta correva la strada”), passando per capolavori assoluti come Auschwitz (“son morto con altri cento / son morto ch’ero bambino“), Primavera di Praga (“dimmi chi sono quegli uomini lenti / coi pugni stretti e con l’odio fra i denti? / dimmi chi sono quegli uomini stanchi / di chinar la testa e di tirare avanti?“), La locomotiva (“gli eroi son tutti giovani e belli“), Piccola storia ignobile (“e i politici han ben altro a cui pensare“), Eskimo (“a vent’anni si è stupidi davvero“), Dio è morto (“ai bordi delle strade / nelle auto prese a rate / nei miti dell’estate“), Autogrill (“bella, d’una sua bellezza acerba, bella senza averne l’aria“), Quello che non… (“ma a notte la nebbia ti dice d’un fiato / che il dio dell’inverno è arrivato“) ed altri.

Tutto questo però lo appurai in ritardo, perché il primo album di Guccini che comprai era D’amore, di morte e di altre sciocchezze (1996) che – sarò forse in minoranza – mi pare un disco perfetto, soprattutto per Lettera e, ovviamente, Cirano:

Venite gente vuota, facciamola finita
Voi preti che vendete a tutti un’altra vita
Se c’è, come voi dite, un Dio nell’infinito
Guardatevi nel cuore, l’avete già tradito
E voi materialisti, col vostro chiodo fisso
Che Dio è morto e l’uomo è solo in questo abisso
Le verità cercate per terra da maiali
Tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali
Tornate a casa nani, levatevi davanti
Per la mia rabbia enorme mi servono giganti
Ai dogmi e ai pregiudizi da sempre non abbocco

Qua sotto, quella che credo sia la sua prima apparizione televisiva, presentato da Caterina Caselli, 51 anni fa e senza barba (!):

Gli si perdona tutto, anche l’uso di termini come “cumolonembi”, l’insopportabile giochino (in Stagioni) fra il ‘che’ dichiarativo ed il ‘che’ Guevara ed il fatto che Don Chisciotte sia spaventosamente simile a Vaffanculo di Marco Masini, con cui condivide anche un co-autore…

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