Vai al contenuto

nullae lautitiae suavius titillant palatum quam tua scripta mentem titillant

6 agosto 2018

71QOQ0F23NLPer quante difficoltà si incontrino quotidianamente nell’insegnare una lingua, è cosa assai più ardua insegnare a scrivere bene in una data lingua, anche quando si tratta della lingua materna (la domanda “come si fa un saggio breve?” resta secondo me irrisolvibile, per dire).

La questione ha certamente appassionato gli umanisti e geni come Erasmo da Rotterdam hanno cercato di rispondervi in riferimento al latino, scrivendo manuali di composizione e di retorica, nonché utili (!) prontuari, tipo il suo De copia del 1512 in cui, li ho contati eh, elenca 131 modi per dire “la tua lettera mi è piaciuta molto”.

A questo filone si collega Readings and Exercises in Latin prose composition (sempre dal Kentucky!) che, per quanto ammirevole nelle intenzioni, mi è parso alquanto astruso.

Il testo (di Milena MinkovaTerence Tunberg) consta di 25 capitoli, aperti tutti da un brano – di diversa estensione ed orrendamente stampati in comic sans – tratto dalla letteratura classica (Cicerone, Livio, Cesare etc. ) o posteriore (il che permette di leggere pagine di Abelardo, cosa sempre intrigante), presentato come modello di ‘buon stile’ (ma senza il minimo commento testuale a spiegarne la ragione) e seguito da esercizi che all’inizio paiono abbordabili ma che poi diventano impraticabili ed estenuanti, senza che il lettore percepisca alcun progresso effettivo nella composizione (cosa non facilitata tra l’altro dal riferimento a grammatiche normative che uno non ha necessariamente sotto mano), per cui il libro può risultare utile solo se usato a fianco di quest’ultime e non pare granché fruibile per se.

2 commenti leave one →
  1. 6 agosto 2018 6:16 PM

    Per le lingue straniere ho avuto buone esperienze con il metodo naturale (sperimentato con successo con l’inglese): immersione nell’input (lettura e ascolto) che poi, ma solo dopo un po’, rende l’output (parlare e scrivere) intuitivo e spontaneo.

    A 14 anni, bocciato in ignelse, provai d’estate a leggere molto in quella lingua (testi letterari facilitati e fumetti): i miei progressi furono rapidissimi. Applicai allora il metodo anche allo studio del greco e del latino leggendo il Vecchio e il Nuovo Testamento, l’unico testo facile disponibile in quelle due lingue ai miei tempi. Anche qui i progressi furono sorprendenti e i voti balzarono in su. Da somaro ero diventato bravo. Non dico che la grammatica non sia utile, ma perché non studiarla dopo, come fanno i bambini? Prima essi infatti imparano naturalmente una lingua, poi vanno a scuola e ci ragionano su con la grammatica.

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: