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mare che non ti ha mai dato tanto, mare che fa bestemmiare

6 luglio 2018

8032807066172_0_0_300_75Per ritrovare un vago senso di umanità in un contesto che ogni giorno fa più paura, ho visto Fuocoammare (Rai Cinema, 2016), il documentario di Gianfranco Rosi girato a Lampedusa (che scopro essere stata fisicamente regalata dagli antenati de Il Gattopardo all’Italiunita, #sapevatelo), l’isoletta tecnicamente più vicina alla costa africana che a quella sicula, nella cui giurisdizione comunque ricade.

Il film segue le giornate – fatte di realismo quasi verghiano – di un bambino dell’isola, le notti angosciose degli addetti al radar, il lavoro di un medico, i problemi quotidiani di una comunità praticamente tutta incentrata sulla pesca (da qui il riferimento alla canzone di Bertoli), il lavoro di un deejay neomelodico ed i pezzi di umanità che quel mare tentano di attraversare, con sequenze la cui brutalità un pugno allo stomaco che fa bene prendersi, per ricordarsi, appunto, che siamo umani.

E che non abbiamo meriti di sorta per il solo fatto di essere nati su una sponda del Mediterraneo piuttosto che su un’altra.

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