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sfruttati frustrati

25 giugno 2018

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Mio fratello è figlio unico (il film di Daniele Lucchetti di ormai dieci anni fa) ha solo il titolo in comune con Mio fratello è figlio unico (la canzone di Rino Gaetano), anche perché è (in parte) ispirato al romanzo di Antonio PennacchiIl fasciocomunista, cui cerca di dare un’atmosfera più corale.

Ambientato a Latina negli anni ’60, segue le vicende di due fratelli dai nomi improbabili (Accio e Manrico) che passano il tempo a menarsi anche se, pare, si vogliono bene.

Mentre Manrico fa il comunistello (la scena più surreale è quella in cui defascistizza l’Inno alla gioia di Beethoven), Accio vorrebbe fare il liceo classico e finisce coll’iscriversi all’MSI, finché la Storia con la maiuscola non si mette di mezzo.

In tutto questo, Elio GermanoRiccardo Scamarcio sono un po’ improbabili nella parte di 18-19enni, mentre Angela Finocchiaro è semplicemente magistrale.

 

 

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