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maturità 2018 – 1

20 giugno 2018

Rieccoci qua, più o meno un anno dopo, a dare uno sguardo alle prove dell’Esame di Stato, a partire da Italiano (le prove sono qui), prodotte – per la cronaca – dallo staff del Ministro precedente, in attesa che quello nuovo capisca in che gabbia di matti è finito.

L’analisi del testo offriva un brano tratto da Il giardino dei Finzi-Contini di Giorgio Bassani (e per fermare subito la ciclica polemica del ‘ma a scuola non lo si fa’ ricordiamo per l’ennesima volta che la legge in vigore stabilisce che la prima prova mira ad “accertare la padronanza della lingua italiana o della lingua nella quale si svolge l’insegnamento, nonchè le capacità espressive, logico-linguistiche e critiche del candidato” e non le sue specifiche conoscenze di storia letteraria o di familiarità con un autore, anche perché si può trattare di un testo letterario o non letterario), in cui il protagonista/narratore racconta di un episodio di applicazione delle leggi razziali di cui fu vittima in una biblioteca pubblica, in cui, in quanto ebreo, non aveva diritto di stare. Tristemente attuale.

Per il saggio breve/articolo di giornale vi erano i consueti ambiti corredati da un dossier di testi/immagini; la solitudine, la creatività (messa sotto l’ambito socio-economico, scelta giustificata solo da un riferimento al “capitale umano”, ma per il resto mi pare la traccia più confusa di tutte), masse e propaganda (con due soli testi di riferimento, cosa che rende un po’ difficile fare un vero e proprio ‘saggio breve’) e riflessioni bioetiche sulla clonazione (talmente difficile che ci hanno dovuto mettere anche la definizione di ‘bioetica’, perché i ggiovani dimenticano sempre il vocabolario a casa).

Il tema di “argomento storico” sta diventando sempre più simile alla tipologia precedente, visto che a partire da un titolo che è già mezzo svolgimento (Dopo la seconda guerra mondiale, in un’Europa, schiacciata tra le influenze delle due superpotenze e condizionata da un’economia distrutta dal conflitto, emerge una forte esigenza di stabilità politica. Già nelle prime fasi del periodo della cosiddetta “distensione”, in Italia comincia ad affermarsi un ideale di cooperazione internazionale che ha due grandi sostenitori in Alcide De Gasperi e Aldo Moro e che trova ragion d’essere in un necessario rinsaldamento dei rapporti economici, ma anche in un reale bisogno di pace, di progresso, di affermazione di comuni principi condivisi) propone due testi di riferimento sull’importanza della cooperazione europea.

Per finire il tema di carattere generale chiedeva essenzialmente di commentare l’articolo 3 della Costituzione e poteva portare tanto ad un capolavoro quanto ad una ciofeca inenarrabile.

Direi che è andata; ci si vede domani con greco

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