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“in italiano c’è abbastanza morfologia”

6 gennaio 2018

9788875433994_0_0_300_75Che un libro intitolato Il latino per studenti con DSA potesse essere utile, pare ovvio, ma il recente lavoro di Anna Cardinaletti, Giuliana GiustiRossella Iovino mi pare andare molto lontano dall’obiettivo, e non solo per le discutibili espressioni che usa (vedi titolo del post, che pare ipotizzare che la morfologia di una lingua sia come gli etti di prosciutto dal salumiere – lascio, signo‘ ?).

Innanzitutto, tranne l’evocazione vaga di riferimenti normativi, manca una riflessione iniziale non dico sullo spirito della legge (su cui ci sarebbe moltissimo da dire) ma per lo meno sulla sua lettera (cosa sono i “disturbi specifici dell’apprendimento”? sono tutti uguali? c’entrano qualcosa i Bisogni Educativi Speciali?), per entrare subito nella prassi didattica che, nella prima parte del manualetto, si concentra sull’analisi di un testo non d’autore sugli dèi Romani, adatto ad un primo anno di corso.

L’analisi del testo si risolve nella pratica a due-tre cose: l’utilizzo dei colori per indicare le varie parole e la loro categoria grammaticale (secondo le autrici sfumature diverse di rosso aiuterebbero ad individuare la coniugazione, del tipo amare, monere, dicere, audire), l’applicazione (condivisibile, ma col solito problema che i vocabolari di latino non hanno questa impostazione) della grammatica valenziale alla frase latina (magari sarebbe stato carino citare almeno in bibliografia chi se ne è occupato, ma vabbé) ed un  continuo riferimento lessicale/sintattico all’inglese di cui non viene mai spiegata a fondo la ragione se non per una spiccata vocazione comparatista.

La seconda parte applica lo stesso approccio ad un testo d’autore (dalla biografia di Focione di Cornelio Nepote) ma in tutto questo, mi pare divertente citare un recente articolo che smonta un bel po’ di mode didattiche (come dico sempre: A number of research studies note that students do not really have deep knowledge of technology because they flit from one piece of technology to another like butterflies) e che ricorda che le ricette pronte, a scuola, non esistono…

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