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psicostoria

2 settembre 2017

41KIh3yDFaLCome mi ripromettevo qui, ho letto Destined for war di Graham Allison, che legge alla luce di una supposta ‘trappola di Tucidide‘ quello che attende i rapporti tra Stati UnitiCina come se fossimo nella Grecia del V secolo aC.

La guerra del Peloponneso di Tucidide è una delle vette della storiografia umana, il cui racconto del conflitto fra AteneSparta del 432-404 aC (ma la sua Storia inizia prima e finisce pure prima) ha finito coll’interessare un pubblico ben più ampio di quello dei soli grecisti (a differenza, chessò, delle Elleniche di Ossirinco), in quanto pone delle questioni di metodo essenziali per qualsiasi storico degno di questo nome.

Come noto, Tucidide opera, dietro a qualsiasi evento storico, una preziosissima distinzione fra causa ‘apparente’ (il pretesto o quanto immediatamente precede l’evento stesso) e causa ‘reale’, più recondita ma enormemente più significativa, modello che sarà ancora meglio sviluppato e chiarito da Polibio in riferimento alle guerre tra RomaCartagine.

Questa distinzione si è rivelata perennemente valida nella storiografia successiva – basti pensare all’attentato di Sarajevo come ‘pretesto’ per la I Guerra Mondiale o all’attentato dell’11 settembre 2001 come ‘causa apparente’ della catastrofe mediorientale che ci trasciniamo da sedici anni – nella quale si discute su quale sia la causa reale, dando ragione a Tucidide che invita a non fermarsi alle apparenze.

Nel caso del conflitto peloponnesiaco, la guerra scoppiò in seguito a ‘pretesti’ come il blocco economico imposto da AteneMegara ma Tucidide stesso (I 23 6) individua una causa più profonda:

“It was the rise of Athens and the fear that this instilled in Sparta that made war inevitable”

L’idea di fondo di Allison, che ad Harvard ha curato un progetto dedicato specificatamente a questo, è che nella storia moderna si è più volte ripetuto un meccanismo in cui lo sviluppo accelerato di una nuova potenza ha portato ad una tensione con le potenze dominanti, una ‘trappola’ che, in 12 casi sui 16 studiati, ha portato ad una guerra fra le due parti.

Allison ha concentrato i suoi studi sulla storia moderna/contemporanea, a partire dalla contrapposizione fra Spagna Portogallo a fine XV secolo (che non confluì in un conflitto aperto), passando per la storia prima solo europea poi mondiale (la guerra sino-giapponese di fine ‘800) ed arrivando alla Guerra Fredda ed alla formazione dell’Unione Europea che, Brexit permettendo, non ha portato ad un conflitto.

Il libro si apre dunque con un’analisi della crescita economica cinese (in cui l’autore ci sommerge con una valanga di dati in cui non è facilissimo orientarsi), mentre la seconda parte (Lessons from History) è quella in cui si rileggono in tale ottica il conflitto peloponnesiaco, alcuni dei ‘casi di studio’ (gli altri sono trattati in appendice) e soprattutto lo scoppio della guerra ’15-’18, letta anche come reazione britannica all’espansionismo di una Germania che solo da una generazione era stata riunificata.

La terza parte del libro (A gathering storm) ripercorre l’ascesa al potere dell’attuale premier cinese Xi Jinping, mette a confronto, con toni mutuati da Huntington, la contrapposizione Stati Uniti / Cina ed immagina cinque scenari di possibili ‘pretesti’ tucididei per uno scontro militare fra le due potenze (cose come le spinte indipendentiste di Taiwan, un incidente nel mar della Cina, il tracollo della Corea del Nord – tutte cose estremamente fantasiose ed improbabili – VERO?), mentre l’ultima parte del libro lascia aperto qualche spiraglio ad una più o meno pacifica convivenza, con degli exempla positivi (tipo il trattato di Tordesillas del 1494, che evitò uno scontro Spagna/Portogallo per le nuove scoperte geografiche, una trappola evitata).

Come riportavo nel post su Tucidide, le numerose critiche che si possono rivolgere alla tesi di Allison non impediscono di trovarla intellettualmente stimolante…

One Comment leave one →
  1. 3 settembre 2017 10:13 AM

    Ogni volta che passo di qui spero sempre che tu sia gay e single.

    "Mi piace"

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