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ludus discipulorum

23 agosto 2017

9781107474574_0_0_300_75Nuovo libro per me essenziale, Learning latin the ancient way di Eleanor Dickey presenta una rassegna di materiale didattico dell’antichità, col quale la gente imparava il latino.

Per ‘gente’ si intendono i non Romani, ovviamente, in quanto questi parlavano latino a casa e a scuola imparavano casomai a leggere, scrivere e far di conto (legere, scribere, computare) ma gli abitanti della parte orientale dell’impero, che di per sé parlavano greco e potevano aver bisogno del latino non tanto perché facesse figo (anzi, si compiacevano del fatto che fossero i Romani a voler imparare il greco) ma perché poteva essere utile in ambito lavorativo, dal commercio alla professione legale, il che vuol dire che non erano bambini ma per lo più giovani adulti che si avviavano al mondo dei grandi (il che spiegherebbe che fra le parole da declinare si studiasse anche un termine come meretrix).

Dalle testimonianze (materiale papiraceo ed alcuni codices dei cosiddetti Hermeneumata Pseudodositheana) Dickey cerca di ricostruire l’approccio didattico, che partiva verosimilmente dallo studio dell’alfabeto latino (che causava parecchie difficoltà, analoghe a quelle di chi dall’alfabeto latino passa al greco), anche se in alcuni casi la cosa veniva saltata a pie’ pari translitterando il latino in caratteri greci, in quanto poteva essere utile solo una conoscenza ‘orale’ della lingua (per cui abbiamo materiali che si limitano a riportare la ‘lettura’ di parole latine, scritte con caratteri greci, tipo doux  per dux); c’era anche lo studio della grammatica che noi chiamiamo ‘normativa’ che, cosa per noi strana, avveniva nella lingua oggetto di studio (che è comunque l’approccio di Orberg, che, scopro, ha un grandissimo debito verso questi materiali) – c’è un fantastico passo in cui il grammatico greco Diositeo cerca di spiegare in latino le varie funzioni dell’ablativo per un lettore greco (in greco non c’era questo caso) e lui stesso fa confusione col dativo.

Parte cospicua dell’insegnamento erano i colloquia, cioè dei testi bilingue a colonne in cui a sinistra era il latino ed a destra il greco, in cui venivano presentate scenette di vita quotidiana,  come quella in cui un bambino descrive la sua toletta mattutina (ante lucem / vigilavi / de somno. / surrexi de lecto / sedi / acccepi / pedules / caligas; / calciavi me / poposci aquam ad faciem / lavo / primo manus / deinde faciem etc. ) e la sua giornata a scuola (ut scripsi / ostendo / magistro), o altri in cui è evidente che il destinatario è avviato alla carriera forense (volo te praesente / de causa / cum advocatis / tractare), come attestano le cosiddette Sententiae Adriani, cioè dei brevi testi in cui l’imperatore Adriano offre giudizi legali su vari argomenti, o dei testi molto tecnici sulla manomissione degli schiavi.

Ad un livello più avanzato c’era l’approccio a testi letterari (riassuntini dell’Iliade, favolette esopiche), talora direttamente in latino, come l’Eneide o le Catilinarie di Cicerone – particolarmente affascinante è un papiro (sta qua) in cui qualcuno (uno studente?) ha scritto la traduzione greca sopra qualche parola latina di un testo di Sallustio, un po’ come i ggiovani fanno oggi per le parole che non ricordano.

Per quanto vi siano tracce di veri e propri vocabolari bilingue, si usavano per lo più dei glossari che riportavano il lessico di determinati ambiti (tipo ‘un giorno a teatro’ o ‘ortaggi’) o raccolte di omografi (cioè di parole che si scrivono uguale ma che hanno diverso significato; ad esempio tribus in latino è tanto nome – “tribù” – quanto dativo/ablativo del numerale tres; ventum è sia l’accusativo di ventus sia il supino di venire)

Col passare dei secoli, questo materiale venne sempre di più trascurato in Oriente (col crollo dell’Impero d’Occidente diventava inutile studiare il latino) e cominciò a diffondersi in Occidente, dove veniva usato per imparare il greco, cosa che continuava ad essere percepita come significativa.

E scopro ora che a fine settembre uscirà un corso di latino costruito su questi materiali…

 

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  1. vetus via | cheremone

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