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dov’è il posto per te in questo secolo di turbamenti?

24 giugno 2017

9788845905216_0_0_300_80La mutevole geografia dell’Europa novecentesca fa sì che Cseslaw Milosz sia nato in Lituania (!) ma da polacco e da polacco sia finito a Parigi (giovane barbaro in viaggio / intimidito dall’arrivo nella capitale del mondo) per poi defezionare negli Stati Uniti, col risultato che la sua scrittura si muove di capitale in capitale e di città in città ed anche di secolo in secolo (notevole la romana Campo dei fiori, con ricordi di Giordano Bruno, scritta a Varsavia, per dire, come i frammenti della sua Antigone).

La sua prima antologia italiana, Poesie, mi è capitata in mano davvero per caso ed è stata una piacevole scoperta di un poeta di cui nulla – colpevolmente – sapevo (ma lui stesso scrive se non hai letto i poeti slavi / tanto meglio) e che è bello aver conosciuto:

Taluni dicono che l’occhio c’inganna

e che non c’è nulla, solo apparenza.

Ma proprio questi non hanno speranza.

Pensano che appena l’uomo volta le spalle

il mondo intero dietro a lui più non sia,

come da mani di ladro portato via

(da Speranza, 1943)

E che pare rispondere ad un osso montaliano, eh.

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