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ne quis malus invidere possit

20 marzo 2017

9788858125250_0_0_300_80Da parte di (alcuni, eh) classicisti c’è spesso la sgradevole tendenza a prendersela con quanti di noi riescono in qualche modo ad uscire dal recinto accademico e fare sana divulgazione, per cui vengono spesso accusati di superficialità, scarso rigore scientifico, manie di protagonismo etc. etc.

E’ capitato ad esempio ad Eva Cantarella o a Maurizio Bettini (c’è tutta una polemica, molto per addetti ai lavori, il cui succo è che Bettini non crede nella traduzione, come se questa fosse un dogma trinitario) ed ora ho come l’impressione che stia succedendo ad Andrea Marcolongo, autrice de La lingua geniale, uno dei casi editoriali del momento, pare.

Volendo si potrebbero muovere alcune puntualizzazioni (dubito che ai Greci non importasse nulla, come scrive invece a p. 15, dei fenomeni apofonici dietro a leip/lip/loip o per lo meno immagino che i parlanti ne percepissero la valenza, magari senza chiamarli ‘fenomeni apofonici’; in Luciano c’è un perfetto di gelào, per quanto a p. 22 si dica che il verbo ne è sprovvisto e mi pare davvero discutibile affermare che del canone dei lirici ce ne siano giunti ‘quasi integralmente’ nove, quando di Saffo possediamo una manciata di versi; non parlerei infine di ‘traduzione greca’ del Nuovo Testamento, quando si ritiene che gran parte ne sia stata composta direttamente in greco, no?) o lacune (a p. 20 l’autrice pare ignorare che il Rocci abbia avuto una nuova edizione nel 2011) ma di certo è lettura affascinante (persino nelle pagine sull’insulso duale) ed aperta a nuovi stimoli (a p. 61 si cita Athenaze).

Forse è più un libro per continuare ad amare che per far innamorare, ma la distinzione fra i due momenti è spesso difficile, anche sa Saffo sa precisamente descrivere l’effetto del primo amore:

… Ἔρος δ᾽ ἐτίναξέ μοι
φρένας, ὠς ἄνεμος κὰτ’ ὄρος δρύσιν ἐμπέτων.

E sentire lo scoccare dell’arco di Eros nel tema in gutturale del verbo tinàsso è un privilegio che si sogna di poter condividere con più persone possible…

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  1. Alessandro permalink
    21 marzo 2017 4:09 PM

    Alcune certezze espresse in modo apodittico:
    a) adoro Bettini…
    b) ma la traduzione serve e se non serve è divertente e se non è divertente comunque ti fa entrare in un mondo fantastico meglio dell’armadio di C.S.Lewis;
    c) Athenaze è un sistema orripilante di insegnare greco, mi rende infelice nell’insegnarlo e se rende infelice me, rende infelici gli studenti… e io voglio essere felice 🙂

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