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walking on thin ice

30 novembre 2016

mv5bogzlyzizogmtntjhys00mtbmlwi4nmytowu3mzu5mjjjmwu3xkeyxkfqcgdeqxvyntcwmdu1mzy-_v1_uy268_cr430182268_al_Caso volle che le Olimpiadi invernali del 2014 si tenessero in un posto che ha assai poco di invernale ed in un paese che aveva da poco approvato una legge contro la ‘propaganda gay’ che limita ancora di più i diritti dei suoi cittadini LGBT: Sochi, in Russia.

To Russia with Love è un documentario, narrato da Jane Lynch, che racconta diverse storie intorno a quelle Olimpiadi: c’è Billie Jean King che Barack Obama mise a capo della delegazione statunitense, ci sono i pochi atleti dichiaratamente gay che riflettono sull’opportunità o meno di dare un segnale politico (col rischio di serie sanzioni da parte del Comitato Olimpico Internazionale, che vieta tali manifestazioni), c’è il commentatore di pattinaggio artistico che non ritiene sia suo compito esprimere dissenso politico, c’è il gay 17enne di Sochi la cui vita è un inferno, c’è l’attivista che, tra mille difficoltà, cerca di organizzare degli Open games per persone LGBT.

E, come nota il documentario stesso, nella cerimonia di apertura ci fu questo:

Quod erat demonstrandum

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