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lost in lithuania – 2

5 novembre 2016

La scuola di Skuodas è decisamente troppo grande per il numero di studenti che la frequentano; la preside ci spiegherà che l’economia del paese ha avuto un boom prima della crisi del 2008-2009 per poi iniziare una lenta ripresa (la disoccupazione oggi è intorno al 9%, quasi dimezzata rispetto al 2010), il cui costo è principalmente nella fortissima emigrazione (verso gli altri paesi baltici, la Russia, la Germania, l’Inghilterra) che riguarda in modo particolare i giovani che, appena possono, se ne vanno (diversi studenti che ospitano i nostri lamentano di avere fratelli o sorelle maggiori lontani da casa) ed il saldo demografico è negativo.

Come in tutti i paesi civili, non sono gli insegnanti a muoversi da un’aula all’altra ma gli alunni, che hanno quindi l’aula di disegno, quella di sartoria (!), il laboratorio informatico, l’aula di lingue etc. – noi finiamo a lituano, dove sono gli alunni stessi a farci una lezione di presentazione della loro lingua (pare che il vocabolario ufficiale sia in venti volumi), nella quale faccio lo studente secchione perché mi ero preparato la sera prima.

Dopo pranzo abbiamo una visita in Comune (il che implica che quando sarà l’Italia ad ospitare lo scambio dovremo andare dalla Raggi?) in cui scopriamo che lo sport nazionale è una cosa chiamata motorball, cioè calcio colle moto:

Nel pomeriggio i ggiovani sono impegnati in una caccia al tesoro nel paese e concludono la giornata con un disco party in cui gli insegnano quella che pare essere una danza nazionale ma che, per motivi a me ignoti, è ballata sulle note di Cotton Eye Joe dei Rednex, un trashissimo gruppo svedese che a suo tempo si spacciava per texano (esiste un video della cosa ma non so come metterlo qua, ahimè); nel frattempo, io comincio a preoccuparmi per le escoriazioni alle gambe e decido di comprare dell’acqua ossigenata, cosa che riesco a fare scrivendo “H2O2” su un foglio di carta, perché qui nessuno pare parlare una lingua diversa dal lituano. Prima volta in cui la chimica del liceo mi è servita a qualcosa.

Il giorno dopo, l’infermiera della scuola mi consiglia di fare un salto in ospedale, così mi perdo l’escursione del pomeriggio in cui i ggiovani visitano la tundra (una di quelle cose che si studiano alle medie e che mai si pensa esistano veramente, tipo  i licheni) e il più grande sasso della Lituania:

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