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in a west town, a dead end world

4 settembre 2016

81GJY8-SQlL._SL1500_Si potrebbe facilmente intuire che rimorchiare una marchetta che non parla neanche francese alla Gare du Nord e darle il proprio indirizzo di casa non sia una delle scelte più ponderate che un cinquantenne possa fare.

Intuizione che, evidentemente, manca al protagonista di Eastern boys (scritto e diretto da Robin Campillo, già autore de La classe e di una cosa di zombie che pare aver avuto grande fortuna in Francia), che si trova così coinvolto con una gang di immigrati parecchio inquietante ma che istaura un rapporto speciale con l’esca del gruppo (un bravissimo Kirill Emelyanov, credo al suo debutto cinematografico).

Sullo sfondo della storia d’amore (un amore la cui definizione è estremamente complessa), c’è la Francia del XXI secolo, ci sono questioni di soldi e di immigrazione, di potere e di occidente che il film lascia, appunto, sullo sfondo ma che tornano prepotentemente nel finale.

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