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pioggia viola

21 agosto 2016

71Ws4JO-WXL._SL1211_E’ il 1984 e Prince pubblica quello che verosimilmente è il suo disco migliore ed il più famoso, nonché colonna sonora di un debutto cinematografico cui non sarebbe seguito granché, Purple rain.

La storia vuole che sia stato il disco che ha scatenato l’ira di Tipper Gore (moglie di Al) che beccò la figlia undicenne a canticchiare Darling Nikki, con l’esplicito riferimento all’onanismo (I met her in a hotel lobby / Masturbating with a magazine) che portò nel giro di qualche tempo all’apparizione sulle copertine dei dischi con testi ‘discutibili’ di un adesivo nero, che informava i genitori sul contenuto esplicito acquistato dai figli. Evidentementente non aveva sentito Alba chiara di Vasco Rossi.

Darling Nikki a parte, Purple rain è una miniera di classici (il brano che dà il titolo all’album, I would die 4 U, Let’s go crazy) e contiene When doves cry che, sì, è la più bella canzone di Prince.

Qua sotto la rifà, benissimo, Patti Smith:

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