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let’s talk about all the good things and the bad things that may be

16 agosto 2016

51mHNF7M4RLSpesso evocato ma raramente visto, Comizi d’amore è il risultato di due anni di lavoro di Pasolini, in giro per l’Italia del boom economico (tre anni prima del ’68) ad intervistare gli Italiani sul sesso e sui temi scottanti dell’epoca (non c’era ancora una legge sul divorzio, la legge Merlin – che vietò lo sfruttamento della prostituzione e conseguentemente portò alla chiusura delle ‘case di tollerenaza’ – non aveva neanche compiuto dieci anni, era inaudito parlare di omosessualità se non come a-normalità et similia).

Il documentario è costruito sull’alternanza fra le interviste pasoliniane a persone comuni e gli inserti più meditati, in cui il regista discute dei temi sollevati dalla sua inchiesta con una giovane Oriana Fallaci, Camilla Cederna, Alberto MoraviaPeppino di Capri (!), un imbarazzato Ungaretti che ci ricorda che siamo tutti anormali ed altri, con tentativi di inquadramento ideologico (il proletariato, il mondo contadino, la spaccatura nettissima fra il nord industriale ed il sud solo sfiorato dal ‘progresso’, l’emancipazione femminile come conseguenza dell’ingresso delle donne nel mondo del lavoro) che rischiano alle volte di scivolare nell’accademico e che sono, tristemente, la parte più datata di un’Italia di 50 anni fa, che sa di vecchio come un vecchio video di Salt ‘n’ Pepa:

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