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la pedagogia è un incredibile guazzabuglio di idee sensate ed assurdità

4 agosto 2016

copj170.aspProversi è un sito intrigante in cui si confrontano opinioni – si presume autorevoli – su temi di vario tipo, offrendo argomentazioni più o meno razionali (di per sé non è un sito terribile, ma ci sono cose sulle quali non si dovrebbe discutere e non perché si voglia vietare la libertà d’opinione ma perché quando si parla di scienza non tutte le opinioni sono ugualmente valide, tipo sui benefici dei vaccini o la follia dell’omeopatia, e tirare in ballo la Congregazione per la dottrina della fede in un dibattito sul matrimonio egualitario non mi pare proprio trasparente esempio di laicità giuridica) .

Alla stessa idea (ma limitata ad argomenti su cui ha senso discutere, tipo l’Unione Europea o la politica impreditoriale) è dedicata una non mi pare fortunatissima collana de Il Mulino, chiamato bianconero di cui ho letto l’agile Abolire la scuola media?, in cui Cesare Cornoldi (docente di Psicologia generale) e Giorgio Israel (Storia della matematica) si confrontano su quello che solitamente si definisce come l’anello debole del sistema dell’istruzione italiana (ma Israel se la prende anche con le elementari e ricordiamo che la riforma Gelmini – MOOOOLTO più de #labuonascuola – ha ucciso il liceo).

Cornoldi ha sensibilità pedagogica (la citazione di Hannah Arendt che dà il titolo al post non viene dal suo intervento ma da quello della controparte) ed avanza l’ipotesi di un ciclo unico di 7 anni che non vuole essere ovviamente una ‘elementarizzazione’ della scuola media ma un percorso basato sulle ‘competenze’ (ahinoi), mentre Israel denuncia gli orrori dell’insegnamento odierno della matematica all’elementari, la riduzione della storia a studio della ‘temporalità’ e della geografia a studio della ‘spazialità’, proponendo un’impostazione disciplinare più tradizionalista ma non per questo non declinata con sensibilità educativa (le osservazioni sull’importanza del racconto nell’infanzia sono condivisibilissime) e – ma sono di parte – certamente più convincente, per quanto anche Cornoldi scriva cose importanti (“l’idea che l’adolescenza sia di per sé una fase problematica in qualche modo da ‘contrastare’ crea una prospettiva fuorviante che rafforza il rischio delle profezie che si autoavverano”).

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