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via-di-qua: ecco la mia meta

3 agosto 2016

copj170.aspPrimo libro di Ryszard Kapuscinki (!) che leggo, In viaggio con Erodoto, è il diario di un giornalista che, in un blocco di Varsavia che sta lentamente uscendo dallo stalinismo, si trova a fare il corrispondente in luoghi per lui di frontiera (l’India, la Cina, il Congo) accompagnato dalle Storie di Erodoto (quello della ‘gioia tutta ionica del racconto’, diceva il mio libro di letteratura al liceo, scritto da un crociano militante di cui non ricordo il nome).

Tutto il libro è giocato sul contrasto tra il presente e le sue miserie (le politiche maoiste, le repubbliche panarabe, le tensioni religiose) e la tragicità metafisica di 2500 anni fa, i sogni di impero di Dario e Serse, la piccola democrazia di Atene, lo sguardo del viaggiatore alla scoperta del senso del tempo (le pagine sull’Egitto sono le mie preferite di tutte le Storie) ed i viaggi che contano, a prescindere da dove si arriva.

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