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la prigione aristotelica dei fini

27 luglio 2016

copj170.aspUn po’ istant book sinodale (tipo questo che leggevo l’anno scorso) Amore senza fine, amore senza fini di Alberto Melloni affronta una riflessione teologica sul matrimonio e sulla sua storia (che passa per il diritto romano, recupera Aristotele, cozza con Napoleone ed arriva ad un presente in cui, con facile battuta, “si vogliono far prete solo le donne, vogliono figli solo quelli che non possono averne e vogliono sposarsi solo le persone omosessuali”).

La scrittura pare volutamente astrusa (già a p. 7 appare un non molto accogliente ‘mitridatizzati dalla sociologia’) ma il breve testo, che è una sorta di pensieri sparsi con vaga struttura storicista, è stimolante, soprattutto nella parte finale, in cui invita la Chiesa ad

ascoltare così, con solo il vangelo, tutte le persone che nel cammino della vita osano mettere la vita nelle mani di un altro o di un’altra e aiutarle col proprio ascolto ad ascoltare la voce del vangelo che dice a tutti “non temete”.

Detto così, pare facile.

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